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Questione di Honor

Come vi raccontavo qualche sera fa ho (finalmente, dirà qualcuno) deciso di comprare un nuovo smartphone.

Il motivo principale è che il mio amato Lumia 650, fidato “soldatino da produzione” da ormai due anni, non ha particolarmente apprezzato la vacanza in Messico dello scorso aprile: da allora il telefono si riavvia spontaneamente molto più spesso, i celebri “Sto caricando…” si moltiplicano e prolungano giorno dopo giorno anche sulle funzionalità di sistema e quelle poche App che ancora sto usando sono scese ben al di sotto del limite di usabilità (Facebook, ad esempio, non resta aperta per più di 30 secondi consecutivi).

“Ripristina” – direte voi – “e tutto tornerà come nuovo”.

C’è un tema di fondo ben più importante da considerare: la strategia mobile di Microsoft è fallita. Windows 10 Mobile (il “fu” Windows Phone 7/8/8.1) è moribondo e nessuno correrà in suo soccorso. E Andromeda, per il momento, è solo una enorme galassia che tra qualche miliardo di anni ci ingloberà tutti.

Dopo un avvio in clamoroso ritardo rispetto ad Apple e Google, la piattaforma mobile di Microsoft ha faticato molto a muovere i suoi primi passi, almeno 3 anni dietro alla concorrenza. Nonostante una strategia aziendale poco oculata (2 reboot della piattaforma in meno di 4 anni) in alcuni Paesi WP era riuscito a ritagliarsi una dignitosa fetta di mercato, grazie a terminali economici ma quasi sempre molto ottimizzati. In Italia per alcuni mesi la quota di mercato di WP è stata addirittura superiore a quella di iOS!

Poi è arrivato Windows 10 Mobile e tutto è cambiato. Non proprio come speravano a Redmond. Il primo segnale dei problemi all’orizzonte l’abbiamo avuto quando Microsoft ha pubblicato Windows 10 Mobile molti mesi dopo il debutto di Windows 10. Poi la scelta scellerata di escludere molti dei Lumia in commercio dal supporto ufficiale per il nuovo sistema e, dulcis in fundo, il colpo di genio: l’aggiornamento ufficiale non sarebbe stato distribuito in automatico con Windows Update ma sarebbe stata necessaria un’apposita App. Incredibile.

Ho installato comunque Windows 10 Mobile Build 1511 sul mio Lumia 820 e ho apprezzato talmente tanto il sistema e la sua idea di fondo da investire altri 100€ per un Lumia 650, uno dei telefoni “nativi” Windows 10. Tutto bello, ma per fortuna non ho investito molti più soldi in un Lumia 950.

Microsoft ha smesso di credere in Windows 10 Mobile quasi subito, ma questo non cancella i quasi sei anni di piacevole utilizzo.

Ora è tempo di guardare altrove.

La prima regola che mi sono dato è stata quella di stare il più lontano possibile dalla piattaforma di Apple. Niente iCosi, niente piattaforma chiusa e soprattutto niente iTunes!

La scelta, obbligata, è stata allora Android. In realtà per me si tratta di un “ritorno a casa” dato che dal 2011 al 2012 ho usato con pochissima soddisfazione un HTC Wildfire.

Mi sono documentato, non volevo spendere una fortuna. E alla fine ho scelto l’Honor 10.

Dopo cinque giorni di utilizzo devo dire che mi trovo bene e che, sotto alcuni aspetti, è decisamente un altro mondo.

Certo, quelle mattonelle mi mancano, ma il mondo va avanti..

A breve altri “estratti” di questa mia nuova vita!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Honor rising

Ho comprato un nuovo smartphone. E dopo sei lunghi anni nell’ecosistema Microsoft (Windows Phone/Windows 10 Mobile) ho dovuto cedere e tornare ad Android. Sì, perché è proprio da Android che ero partito, nel 2010, con un HTC Wildfire. Poi Lumia 820 e Lumia 650, accompagnati da qualche test su Lumia 710 e 520.

Proverò a raccontare cosa vuol dire, per un utente-quasi-fanboy-microsoft, riscoprire da zero una piattaforma rivale che in otto anni è cambiata completamente, così come totalmente diverso è il mondo degli smartphone rispetto a quando ho iniziato questo viaggio.

A presto!

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La scelta

les jeux sont faits“. Ad honor del vero lo erano già da parecchi mesi ormai. Ma oggi inizia un nuovo capitolo.. Stay tuned!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Life Tecnologia

Caccia allo Smartphone

Che strano ritrovarsi a leggere recensioni, studiare specifiche e analizzare benchmark di smartphone senza quel famigliare e quasi rassicurante logo a forma di finestra sulla scocca che mi accompagna ormai da sette anni.. Ma la vita è anche e soprattutto questo: cambiamento.

Insomma: mi serve un nuovo cellulare. E mi serve ormai da qualche mese. Per questo nelle ultime settimane mi sono (ri)fatto un po’ di cultura.

I requisiti erano e restano molto semplici:

  1. La dimensione: scordiamoci i 5 pollici, non ne fanno più. Ma le dimensioni complessive devono essere paragonabili a quelle del mio attuale Lumia 650
  2. Il sistema operativo: non c’è molta scelta, se escludiamo iOS
  3. RAM: 4 o più GB di RAM
  4. 64 GB di ROM + SD o 128 GB di ROM senza SD
  5. Processore: SD835/Kirin970
  6. Velocità connessione: 4G
  7. Accessori: Jack, IrDA
  8. Prezzo: 300-450€

Chi avrà la meglio?

Presto, molto presto, lo saprete 🙂

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Elezioni a salve

elezioni-2018

Premessa: è tanto, troppo tempo che non scrivo qualcosa. Chi mi conosce sa che non è stato un periodo semplice. Agli altri, probabilmente, non interessa.

Mancano tre settimane al voto del 4 marzo. Una tornata elettorale che, a livello nazionale, appare sempre di più come un “colpo a salve”.

Sarà colpa della discutibile legge elettorale, dell’evoluzione tripolare o forse anche della disarmante incapacità di questa classe politica nazionale di offrire alternative credibili, ma secondo gli ultimi dati (ad esempio quelli di YouTrend) la “quota 474” (ovvero la somma dei 316 Deputati e 158 Senatori necessari per avere una maggioranza autonoma in Parlamento) appare ancora lontana per tutti i possibili apparentamenti post-voto.

Nello scenario più probabile, ovvero la vittoria numerica della cosiddetta “coalizione di centrodestra”, i seggi alla Camera sarebbero 284 e quelli al Senato 140. Nessuna possibilità di proporre a Mattarella un Governo autonomo. L’unica flebile possibilità di non gettare al vento questa consultazione (sempre numericamente parlando) sarebbe uno spostamento di circa 600.000 voti alla Camera e 400.000 voti al Senato a favore di Berlusconi & Co., almeno stando ai conteggi fatti da Piepoli su La Stampa del 09/02.

E se le cose non andassero così? Nessuna alternativa: sommando i voti di PD e Forza Italia il “Renzusconi-bis” si fermerebbe ben lontano dal quorum, mentre un accordo tra PD e M5S apparirebbe numericamente più forte ma politicamente inconsistente.

Cosa può fare dunque un singolo elettore di fronte a questo scempio? Beh, al massimo leggersi i programmi elettorali e fare qualche valutazione personale.

Escludiamo a priori tutto quello che sta a sinistra di “Liberi e Uguali” perché culturalmente e politicamente parlando sono lontani anni-luce dal mio pensiero e dalle mie convinzioni.

Passando poi al partito di Grasso e Boldrini, i due presidenti “scesi in campo”, non riesco a trovare in loro nient’altro che la costola sinistra del Partito Democratico, esiliata giorno dopo giorno dall’avvento di Renzi.

Già, il PD di Renzi… quello partito con ottimi propositi una volta “scippato” Palazzo Chigi a Enrico “stai sereno” Letta ma che poi si è perso nei personalismi, nelle rivalità e nei giochi della politica (tutto ciò che in verità il “rottamatore” diceva di voler combattere). Niente fiducia dunque per chi ora cerca, con qualche anno di ritardo, il parere ed il favore del popolo. Che in verità un assaggio di risposta l’aveva già dato quel giorno di dicembre del 2016.

Veniamo ora ai sempreverdi prati del centrodestra. Come potrebbe Berlusconi non essere ancora il leader morale di questa coalizione? Un raggruppamento di forze politiche tenute insieme solo da delicati legami artificiali, quasi una metafora delle plastiche dell’ex Cavaliere ormai ultra-ottantenne. Parliamoci chiaro, qui si è sostenuto e votato Berlusconi nel 2006 e nel 2008 ma dopo la rottura dell’Idilio con i cittadini del 2009 (“che fai, mi cacci?” e così via) nulla da quelle parti è più riuscito a stuzzicare l’interesse di un elettore liberale e liberista. Stendiamo un velo pietoso sui fatti del 2010/2011, sull’esilio e sulla complessa operazione di “restyling mediatico” che ha riportato comunque l’incandidabile Silvio al centro di un gioco a cui però non può più giocare. Come è possibile che, a 20 giorni dal voto, non si conosca ancora l’eventuale Premier designato? Tajani? Letta? Maroni? E come è possibile continuare a condurre una campagna elettorale in cui si sta promettendo tutto ed il contrario di tutto? Fornero o no? Flat tax o no? E con che soldi? Leva militare di nuovo obbligatoria? Ma andiamo… Berlusconi è stanco. Ma ad essere ancora più stanco è il partito stesso che di nuovo si fa chiamare “Forza Italia” neanche fossimo ancora nel 1994 ma che in più di venti anni non ha saputo andare oltre al partito personale nato da quel videomessaggio consegnato ormai ai libri di storia.

E quasi per magia siamo arrivati a parlare della Lega “non più Nord” di Salvini, che per queste elezioni ha escluso la “pancia” del partito a favore di intellettuali di spessore come Bagnai e Borghi. Ammettiamo che il centrodestra rastrelli quei 600.000 voti necessari ad avere una maggioranza parlamentare e che la Lega prenda un solo voto in più di Forza Italia. Con quali programmi e quale sostegno Salvini salirebbe al Colle per chiedere l’incarico di formare un Governo? “Salve Presidente, sono qui per chiedere il mandato di sbattere la porta in faccia all’UE e mandare definitivamente questo Paese in malora”. Non suona molto bene. Non sto dicendo che l’Unione Europea sia il bene assoluto e che un allontanamento dagli stretti vincoli di Bruxelles sia pura utopia, ma penso che sia chiaro a tutti che le “sparate” funzionano solo in campagna elettorale. Governare il Paese è tutta un’altra storia.

Non spenderei invece più di due righe per il restante 4%, quello dei cartelloni 6×3 con slogan tipo “Qui si fa l’Italia”. Cosa siamo, nel 1860?

Finito? Neanche per sogno! C’è ancora, sorprendentemente per quanto mi riguarda, quasi un terzo dell’elettorato attivo che probabilmente continuerà a consegnare il suo preziosissimo voto ad un partito, movimento o come diavolo si chiama che sarà indiscutibilmente il più rappresentato in Parlamento. Dico “continua” perché ormai il M5S non è affatto una novità. Continuano a presentarsi come rappresentanti della protesta, come se non avessero ottenuto già nel 2013 ben 109 Deputati e 54 Senatori. Potevano essere determinanti nel gioco delle alleanze che ha dato poi vita al Governo Letta… e invece hanno deciso di non decidere. Cinque lunghi anni di opposizione sterile per quanto mi riguarda, e l’incarico di guidare due importantissime città come Roma e Torino che non mi pare siano riuscite a costruire macchine volanti fino ad ora. Come è possibile che una manciata di click on-line, su una piattaforma non impenetrabile, possano garantire un biglietto per il Parlamento? Non ci si improvvisa politici da un giorno all’altro! Come dite? L’abbiamo già fatto in passato? Beh, direi che abbiamo i risultati davanti agli occhi ogni giorno.

Cinque anni fa, almeno per quanto mi riguarda, ho intravisto una piccola luce in fondo al tunnel. Si chiamava “Fare” ed il suo leader era Oscar Giannino. Poi tutto è svanito in una notte per colpa (ufficialmente) di un curriculum non aggiornato. O qualcosa del genere.

Votare è un diritto ed un dovere di ogni cittadino e l’astensione per me non dovrebbe nemmeno essere contemplata tra le opzioni. Chi non decide non ha poi il diritto di lamentarsi per quello che è stato deciso. Detto questo, è possibile manifestare il proprio dissenso e la propria insoddisfazione nei confronti dell’offerta politica utilizzando gli strumenti disponibili nella cabina elettorale. Sto parlando della scheda bianca e della scheda nulla.

E poi, tutti insieme, a guardare la #maratonamentana con birra e pop corn.

Colgo l’occasione per fare i miei più sinceri e disinteressati auguri a Stefano Catone, candidato alla Camera per Liberi e Uguali. Una persona che merita davvero di portare le sue idee e le sue battaglie in un Parlamento che avrebbe tanto bisogno di gente così.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Tecnologia

Windows Vista e la ricerca (infinita) di aggiornamenti [Soluzione]

Windows Update

Da quando Windows 10 è disponibile pubblicamente (29/07/2015) abbiamo assistito ad un fenomeno tanto evidente quanto mai pubblicamente riconosciuto: la ricerca di aggiornamenti per i sistemi operativi precedenti (Vista SP2, 7 SP1, 8, 8.1 Update e le controparti Server) ha iniziato a richiedere molto tempo, anche diverse ore.

Un fenomeno simile, con il processo svchost.exe che arrivava ad occupare il 100% della CPU (rendendo di fatto inutilizzabile il PC), era già stato riscontrato durante gli ultimi mesi di supporto per Windows XP.

In un primo momento si pensava che i server di Microsoft fossero sommersi dalle richieste di aggiornamento gratuito a Windows 10 (e questo è sicuramente vero) e che quindi i download per i sistemi operativi precedenti fossero stati artificialmente rallentati. Ma la situazione continua a ripetersi, mese dopo mese, dopo parecchio tempo dalla fine del periodo di aggiornamento gratuito.

Per quanto riguarda Windows 7 SP1, Windows 8, Windows 8.1 Update e le controparti Server la soluzione per rendere più veloce la ricerca di aggiornamenti sembra essere quella di installare manualmente l’ultima versione del “Windows Update Agent” prima di lanciare Windows Update, ma per Windows Vista SP2 non ci sono aggiornamenti per questo componente da parecchi anni.

Windows Vista SP2, seppur non più molto utilizzato, è supportato ufficialmente da Microsoft fino al mese di Aprile 2017. Come rendere di nuovo funzionante la ricerca di aggiornamenti su questo sistema?

La risposta (non ufficiale e non definitiva) arriva dall’analisi fatta sul sito http://wu.krelay.de e sembra essere quella di installare manualmente alcuni aggiornamenti, relativi al componente Windows Kernel (win32k.sys).

Vi riassumo brevemente i passi da seguire:

1) Disabilitare Windows Update (Pannello di Controllo > Windows Update > Cambia Impostazioni > Non ricercare aggiornamenti)

2) Riavviare il PC

3) Scaricare ed eseguire manualmente, in ordine, i seguenti aggiornamenti (se viene restituito il messaggio “l’aggiornamento non è applicabile” vuol dire che l’aggiornamento è già installato):

  • KB3078601 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3109094 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3164033 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3185911 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3191203 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3194371 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3198234 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3203859 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3204723(x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3204724(x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3205638 (x86 / x64) e riavviare il PC
  • KB3216775 (x86 / x64) e riavviare il PC

4) Lanciare la ricerca di aggiornamenti da Windows Update. Ci vorranno circa 30 minuti per la ricerca vera e propria

5) Installare gli aggiornamenti e riavviare il PC

6) Aspettare il mese successivo e verificare se è presente un nuovo aggiornamento da installare manualmente prima di lanciare di nuovo la ricerca automatica

Certo, in alternativa potreste sperare che Microsoft rilasci un aggiornamento del Windows Update Agent anche per Windows Vista ma, visto lo scarso utilizzo e l’approssimarsi della fine del supporto, escluderei novità da questo punto di vista.

Nota: dal mese di Ottobre 2016 Microsoft ha iniziato a rilasciare aggiornamenti cumulativi (simili a quelli di Windows 10) anche per Windows 7 e Windows 8.1 ma non per Windows Vista, che continuerà a ricevere aggiornamenti singoli fino al termine del supporto.

Cosa ne dite? Avete risolto i vostri problemi di aggiornamenti “eterni” con questa guida? La sezione dei commenti è a vostra disposizione!

[Omnia / Luca Zaccaro] via http://wu.krelay.de

 

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Tecnologia

Disponibile Visual Studio Code 1.0

Visual Studio Code

Visual Studio Code è un editor gratuito e Open Source sviluppato da Microsoft e disponibile su Windows, Linux e OSX.

Da pochi giorni è disponibile la prima versione stabile.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Tecnologia

Niente Windows 10 per i Lumia x20 (ufficialmente)

Esattamente due mesi fa vi raccontavo dei primi tre anni con il Nokia Lumia 820. Da allora sono successe due cose: una accidentale e rovinosa caduta con relativa crepa sul touch screen (riparato con ricambio non originale) ma soprattutto l’annuncio da parte di Microsoft, che il mio gioiellino, così come tutta la serie x20 (e tutti i device con il processore Snapdragon Sxx), non riceverà mai Windows 10.

Apriti cielo. La comunità Windows Phone si è rivoltata nel giro di qualche minuto. L’update che attendevamo da mesi non arriverà mai.

Anche io, all’inizio, ci sono rimasto male. Poi mi sono fermato un attimo a pensare e questi sono i miei “two cents”.

Prima di tutto le parole ufficiali di Microsoft: “Our goal is to only offer the Windows 10 upgrade to devices that we are confident can continue to deliver a great customer experience“.

In seguito all’analisi dei dati di telemetria provenienti dai device degli Insider, Microsoft ha deciso di rendere disponibile l’aggiornamento a Windows 10 solo per i seguenti device:  Lumia 930, 640, 640XL, 730, 735, 830, 532, 535, 540, 635 1GB, 636 1GB, 638 1GB, 430, 435, BLU Win HD w510u, BLU Win HD LTE x150q, MCJ Madosma Q501 e, forse, Lumia Icon.

L’unico Lumia della serie x20 che verrà aggiornato a Windows 10 (con un firmware dedicato, si spera) sarà il Lumia 1520.

Ora è necessario ricordare due cose:

  1. I tagli alla divisione Mobile di Microsoft avvenuti durante l’ultimo anno e la volontà di concentrarsi su un target specifico (quello Business)
  2. La composizione attuale dell’utenza Windows Phone / Windows 10 Mobile, non molto numerosa e composta per lo più da utenti occasionali attratti dal prezzo spesso conveniente dei dispositivi da una parte e da veri e propri “fanboy” dall’altra

Bene, a mio parere quello che Microsoft sta dicendo “tra le righe” è questo: “Ehi, dopo mesi di duro lavoro ho costruito un sistema operativo del tutto nuovo, che ho già reso disponibile su una serie di nuovi dispositivi presentati negli ultimi mesi e che continuerò ad aggiornare per parecchio tempo. Ho visto che, con alcune ottimizzazioni introdotte recentemente, Windows 10 Mobile funziona in modo accettabile su quasi tutti i dispositivi degli ultimi tre anni, ma non posso permettermi di aggiornarli (e supportarli ufficialmente) tutti. Quindi sai cosa facciamo? I dispositivi più vecchi, quelli che hanno già superato o che stanno per superare i 36 mesi di supporto garantito, non riceveranno ufficialmente Windows 10 così non saremo costretti a supportarli. Tanto non avrebbero comunque ricevuto l’aggiornamento a Redstone. I clienti occasionali probabilmente non sapranno mai che tempo fa avevamo promesso l’aggiornamento anche per i loro vecchi terminali.. e per gli altri, visto che sono tutti smanettoni, lascerò comunque la possibilità di aggiornare a Windows 10 TH2 tramite il programma Insider, in modo da offrire loro le novità di Windows 10 senza le rogne del supporto garantito“.

Tutti contenti dunque, almeno secondo i miei famosi “two cents”.

Io cosa farò? Al momento nulla. Prima del rilascio ufficiale di Redstone potrei provare a passare a Windows 10 sul mio Lumia 820 usando il canale “Release” di Windows Insider. Se funzionerà come penso il mio device resterà per sempre all’ultima versione disponibile di Windows 10 per il ramo TH2. E se proprio mi accorgerò che le cose non vanno bene potrò sempre usare WDRT per tornare a Windows Phone 8.1.

Cosa ne dite?

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Tre anni con Lumia 820 e WP

Segue da: Due anni con Lumia e WP

Sono passati altri dodici mesi ed il caro vecchio Lumia 820 è ancora al mio fianco a fare il suo “sporco” lavoro. Non che avessi dubbi in merito, ma parlando di Smartphone si sa che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. O su un duro pavimento. O dopo un volo di qualche metro da terra. Chiariamoci, di voli il “mattoncino” ne ha fatti, ma di difetti visibili neanche l’ombra.

Purtroppo (e documenterò a breve) anche Windows Phone 8.1 è ancora vivo e vegeto.
Il 2015 che si è appena concluso ha visto nascere un nuovo Sistema Operativo in casa Microsoft: Windows 10 Mobile. L’evoluzione (o rivoluzione) consiste nell’uso dello stesso “cuore” e a volte anche sulla stessa interfaccia grafica di Windows 10, con molti più punti in comune con la controparte Desktop di quanto non realizzato con le precedenti edizioni.

Windows 10 Mobile è già disponibile su alcuni nuovi Lumia (quelli della serie x50) ma, possiamo dirlo senza urlare troppo, si tratta ancora di una sorta di “Release Candidate”. Microsoft non ha mai comunicato di aver concluso lo sviluppo di questa edizione ed il fatto che il roll-out per i dispositivi già sul mercato non sia ancora iniziato (qualcuno ha detto metà febbraio?) è un segnale in questo senso.
Microsoft aveva “quasi” promesso il rilascio anche per tutti gli altri Lumia entro la fine del 2015 ma la data non è stata rispettata. Oltre a non avere ancora la nuova versione del Sistema Operativo sul mio terminale (molti Insider l’hanno giudicata in modo positivo sull’820) non sono nemmeno sicuro di riceverla ufficialmente, un giorno. Questo perché né Microsoft né tantomeno Vodafone IT hanno stilato un piano di rilascio ufficiale e dettagliato e, dalle poche informazioni “trapelate” è emerso che i fratelli minori dell’820 (tipo l’822) verranno aggiornati ma il modello principale forse no.

Da questo derivano diversi dubbi.
In primis la batteria: quella che ho sostituito lo scorso anno è già da buttare, forse anche a causa dell’uso più intensivo che ho fatto della rete 4G in questi mesi. Un ricambio si trova ormai al modico prezzo di 15€ ma prima di spendere altri soldi su questo terminale mi piacerebbe conoscere la sua prospettiva di vita.

Nel frattempo non posso dire che la mia esperienza sia peggiorata. L’820 con WP 8.1 è quasi sempre scattante ma ho iniziato a sperimentare i primi lag ed anche qualche blocco risolto con un riavvio. Code che nei due anni precedenti non erano mai avvenuti. Bisogna anche dire che in tre anni non ho mai effettuato un hard-reset né la re-installazione di alcuna app.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle App le mie abitudini non sono cambiate in questi mesi. Uso molto il browser, Facebook, Twitter e Here Drive. Uso spesso anche la fotocamera posteriore (che continua a soddisfarmi), mentre quella anteriore ormai impallidisce al confronto con quelle dei nuovi terminali.

Insomma, fosse per me questo Lumia potrebbe durare benissimo un altro anno, magari con una installazione di Windows 10 in mezzo. Non è un segreto che guardo con estremo interesse ad un Surface Phone (la cui ipotetica presentazione al momento sembra essere pianificata per Settembre 2016), ma MAI, MAI acquisterò un dispositivo del genere al Day 1.

Alla prossima 🙂

[Omnia / Luca Zaccaro]

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2015 Top&Flop

Fuochi Artificiali

Non ci sono “Top” in questo maledetto 2015.

Ogni cosa che poteva andare male è andata male.

Ciao papà

[Omnia / Luca Zaccaro]

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