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Juventus 12/13: “In&Out”

Juventus

Di nuovo qui (in “leggero” ritardo) a commentare un’altra stagione della Signora

1 Gianluigi Buffon
Non decisivo come l’anno scorso. Sicuramente meno impegnato. Pur sempre uno dei migliori al mondo. Pesano (e non poco) i due errori della partita di andata contro il Bayern Monaco. Senatore: 6,5

2 Lúcio
Si sperava in un altro colpo “alla Pirlo” ma queste cose non ti capitano due volte. Mai parte del progetto, Conte gli concede qualche occasione ma le spreca quasi tutte. Rescinde il contratto appena ne ha la possibilità. Divorziato: 5

3 Giorgio Chiellini
Sempre insostituibile. Infatti, quando si fa male, la squadra ne risente parecchio. Da gestire meglio per quanto riguarda gli infortuni. Gladiatore: 7

4 Martín Cáceres
Non riesce sempre a ripetere le ottime prestazioni dello scorso anno, anche perché trova meno spazio (e non protesta). Quando gioca però fa (quasi) sempre bene. Un brutto incidente stradale lo tiene fuori per parecchio tempo. Diligente: 6

6 Paul Pogba
Il ragazzo (solo 19 anni) è la vera perla della stagione. Rubato al Manchester trova in Conte un ottimo allenatore/motivatore. Le qualità fisiche, tecniche e balistiche non si discutono. Non deve assolutamente compiere l’errore di perdere il controllo (ma non penso che Conte lo permetta). Potenzialmente un campione vero: 8

7 Simone Pepe
Stagione da dimenticare per il maratoneta dello scorso anno. Quasi mai in campo (solo una manciata di minuti) per via di numerosi infortuni e ricadute. Incerottato: S.V.

8 Claudio Marchisio
Stagione altalenante, con picchi di assoluta classe e partite un po’ anonime. Ma il lavoro che gli si chiede è davvero duro e non sbaglia quasi mai. A volta trova il gol. Principino: 6,5

9 Mirko Vucinic
Spesso fermato da una “influenza” che si è trascinato da Novembre ad Aprile. A volte, quando è in capo, sembra non abbia molta voglia di restarci. Ma quando è in giornata si vede e i suoi gol parlano chiaro. Rapace: 6,5

11 Paolo De Ceglie
Poco impegnato, ma quasi sempre con esiti positivi. Recluta: 6

12 Sebastian Giovinco
Riportato a casa a cifre (secondo me) astronimiche non riesce sempre a dimostrare il suo valore. Spesso è nervoso, quasi mai decisivo. Ma la classe c’è, bisogna solo cercare di esprimerla meglio. Scommessa: 6

13 Federico Peluso
Arriva a metà stagione per rinforzare la rosa. Forse il primissimo impatto è da rivedere ma poi prende confidenza e sbaglia raramente. Giovane: 6

15 Andrea Barzagli
Sempre presente, sempre affidabile, mai scavalcabile. Anche quest’anno prestazioni eccezionali. Colosso: 7,5

17 Nicklas Bendtner
Acquisto (si può dire?) di ripiego, ci mette impegno ma non trova mai il gol. Fermato per un brutto infortunio a metà stagione non ci sarà allo Stadium il prossimo anno. Meteora: 5,5

18 Nicolas Anelka
Non ne ho capito il prestito per sei mesi. Vede il campo due volte. Passato: S.V.

19 Leonardo Bonucci
Prosegue nella sua formazione. Ormai guida la difesa come se fosse un veterano, sbagliando pochissimo. Reagisce bene anche quando si trova a giocare senza Chiellini a fianco. Peccato non averlo sentito durante i festeggiamenti. Caparbio: 7

20 Simone Padoin
Buone le sue prestazioni quando conte gli da spazio. Sufficiente: 6

21 Andrea Pirlo
La classe non si discute, ma i numerosi impegni di quest’anno si fanno sentire. Dovrebbe limitare i palloni persi nella propria tre-quarti. Per il resto è sempre magia. Artista: 6,5

22 Kwadwo Asamoah
Grande acquisto, parte col botto e sulla fascia sembra “immarcabile”. Se ne va per la Coppa d’Africa e torna un po’ affaticato. Ci mette qualche settimana di troppo a ritrovare la forma ma nel finale si rivede al meglio. Locomotiva: 6,5

23 Arturo Vidal
Il “Re Artù” del pallone recuperato. Sempre più perno di questa squadra vincente. Non si arrende mai, mai. E’ l’unico a giocare davvero a Monaco. Simbolo della stagione il suo gol in Champions con la caviglia malconcia. Valutarne la cessione solo di fronte a cifre astronomiche. Top Player: 8

24 Emanuele Giaccherini
La scommessa di Conte paga anche quest’anno. Gol decisivo a poche giornate dalla fine. Giaccherino: 6,5

26 Stephan Lichtsteiner
Bis delle ottime prestazioni offerte l’anno scorso. Tolta qualche partita da “spompato” la fascia destra, avanti e indietro, è cosa sua. Sempre pronto. Svizzero: 7

27 Fabio Quagliarella
Nel ballo degli attaccanti si fa quasi sempre trovare pronto. Contati i minuti giocati è il miglior marcatore. Quando però le cose non vanno come devono diventa invisibile. Goleador: 6

30 Marco Storari
Sempre pronto a subentrare a Buffon, le sue restano prestazioni di livello. Qualche colpa di troppo nella partita con la Lazio in semifinale di ritorno di Coppa Italia. Usato sicuro: 6

31 Laurentiu Branescu
Invisibile: S.V.

32 Alessandro Matri
Prima parte di stagione in ombra, ma porta i gol nel momento in cui ce n’è più bisogno. Rapace: 6

33 Mauricio Isla
Non riesce a recuperare del tutto dal brutto infortunio dello scorso anno. Prova ad inserirsi nel gioco di Conte ma i risultati non sono per ora quelli desiderati. Rimandato: 5,5

34 Rubinho
Invisibile: S.V.

35 Stefano Beltrame
Invisibile: S.V.

39 Luca Marrone
Ragazzo in crescita. Ha futuro. Promettente: 6

Antonio Conte
Riesce nella difficile impresa di bissare il successo in Campionato. La squadra era tra le migliori a disposizione a livello nazionale, ma lui è bravo a tenere alti motivazione e contentrazione. Bene anche l’esordio in Champions. Supera brillantemente la brutta storia della sospensione. Miracoloso: 9

Società
Sembra che il legame con l’allenatore e con la squadra funzioni a dovere, bisogna vedere come gestiranno l’importantissimo mercato estivo. Vincenti: 7

Alla prossima!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Di nuovo 5 Maggio (Parte Prima)

Solo un brevissimo aggiornamento per regalare il doveroso tributo a questa squadra chiamata a vincere “per contratto”, che ha rispettato alla lettera le direttive e ha chiuso la questione scudetto appena ha potuto, con imbarazzante superiorità rispetto alle avversarie in ambito nazionale.

Il 5 Maggio 2001 non si dimentica. Ma anche la giornata di oggi è da incorniciare per mille motivi. Che, non arrabbiatevi, tenterò di riassumere in un articolo domani o nei prossimi giorni.

Per adesso, di nuovo, complimenti a tutti!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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La “Scommessa Giaccherinho”

Come di consueto, quest’anno, la Juve d’Italia non brilla dopo le (buonissime) prestazioni d’Europa. Male. Malissimo, se diamo ascolto ai due boati dello Stadium che scandiscono i due goal del Chievo contro il Napoli. Quella sconfitta, a 10 giornate dalla fine, era da monetizzare ad ogni costo. Ma in campo è tutta un’altra storia: il Catania, universalmente riconosciuto come la rivelazione dell’anno, imbriglia i Campioni (sbiaditi) e un Pirlo in giornata no (forse la peggior prestazione da Juventino) non aiuta a costruire trame convincenti, viste anche le pennichelle sulle fasce di Lichsteiner e Asamoah. Insomma, arrivati al 91′ sembra proprio che sarà “festa a metà”. E invece poi arriva il guizzo di Giaccherini, su assist di un immenso Pogba, e la palla finisce dentro. Esultanza da finale di Champions e +9 sul Napoli (o +10, se volete). Si può dire che è finita? Neanche per sogno. Non in Italia. Ma sicuramente la strada è più in discesa adesso. Vince la Juve, vince la scommessa di Conte di puntare sul gruppo piuttosto che sul Top Player. “Giaccherinho”, in fondo, è una sua creazione.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Vamos

La Juventus ieri sera era chiamata ad una prova esemplare: doveva dimostrare di meritarsi gli ottavi di finale della Champions League dopo un digiuno durato decisamente troppo. Ma non solo. Doveva dimostrare che la forza dirompente che spesso e volentieri dimostra nei confini nostrani non fosse un’eccezione tutta italiana ma fosse “esportabile” anche in Europa (difetto che nel corso degli anni è stato più volte ipotizzato nei confronti dei bianconeri). Doveva fare tutto questo in una serata speciale. Gli avversari, per quanto non se la passino benissimo al momento, sono i campioni in carica e un monte-ingaggi importante.

Poi è iniziata la partita, e da subito è stato chiaro come sarebbe andata a finire. Il Chelsea giocava con il 5-4-1, preoccupandosi principalmente di strappare un pareggio per andarsi a gestire la vittoria contro i Danesi nel prossimo turno. Ma la Juve e il suo collaudatissimo 3-5-2 non si sono intimoriti. Hanno preso in mano il gioco, hanno creato tantissimo (come al solito), hanno anche provato più di un brivido lungo la schiena (ma è giusto, siamo comunque nell’olimpo del calcio europeo) ma alla fine hanno ottenuto quello che volevano: convinzione, costanza ma soprattutto vittoria.

Davvero una bella serata di calcio, con uno “Stadium” strapieno e davvero scenografico che ha accompagnato l’impresa per tutta la durata della partita. Sembrava una finale. E in qualche modo lo era: il compito della Juve in Europa quest’anno è, a mio parere, dimostrare di esserci ancora, immutati, dopo svariati anni di assenza. Obiettivo centrato con le ultime due vittorie (soprattutto questa), i tanti gol segnati e la rete di Buffon inviolata. Poi, come ha detto lo stesso Capitano, tutto il resto è una conquista. Gli ottavi sarebbero un traguardo davvero importante nell’economia di questa stagione, ma ogni tifoso juventino credo possa già ritenersi in qualche modo soddisfatto.

Certo, se in Danimarca fosse entrata qualche palla in più..

[Omnia  /Luca Zaccaro]

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Champions, rieccoci!

“Ce sont les meilleures équipes / Es sind die allerbesten Mannschaften / The main event
Die Meister / Die Besten / Les grandes équipes / The champions!”

Uno dei “motivetti” più famosi al mondo. Uno dei più emozionanti. Uno dei più sognati.

L’inno della Champions League.

Questa sera, finalmente, tornerà a risuonare nei televisori dei tifosi bianconeri dopo tanti, troppi anni di assenza.

We’re back. Ed è già una vittoria.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Si riparte!

Tra pochi minuti i Campioni d’Italia torneranno sul campo per il primo impegno del Campionato 2012/2013.

Le basi, solide, sono quelle dello scorso anno. Un giudizio sul mercato lo darò solo tra qualche giorno, ma è in generale positivo.

Sulla carta lo Scudetto è ancora alla portata dei bianconeri che, anzi, sono ora favoriti. Non sarà facile (in Italia non lo è mai) ma l’impresa è possibilissima.

In Europa è tutta un’altra storia. Se escludiamo Lucio, appena arrivato, i “veterani” della Champions sono solo due, Buffon e Pirlo (e un poco Chiellini). In questa competizione, a prescindere dai sorteggi dei gironi, la strada della Juve sarà tutta in salita. Arrivare agli ottavi con convinzione sarebbe un ottimo traguardo.

Per il resto nulla è precluso a priori a questa squadra che, in verità, è ancora ansiosa di sapere se il suo Allenatore potrà stare in panchina o no (dipende dalla decisione del Tnas).

Buona stagione a tutti. E chissà come sarà giocare davvero senza quell’omino là di cui ho voluto riproporre la maglia..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Juventus 2013, non assegnato il numero 10

La Juventus ha appena consegnato alla Lega Serie A la numerazione ufficiale per la Stagione 2012/2013 (allo stato attuale della Rosa).

La Società ed i giocatori hanno deciso di non assegnare, per questa Stagione, il numero 10, appartenuto per un ventennio ad Alessandro Del Piero. Ovviamente io sono d’accordo (anzi lo avevo anche scritto a Maggio).

Di seguito le scelte dei giocatori:

1 Buffon
2 Lucio
3 Chiellini
4 Caceres
5 Masi
6 Pogba
7 Pepe
8 Marchisio
9 Vucinic
11 De Ceglie
12 Giovinco
13 Leali
15 Barzagli
16 Ziegler
18 Boakye
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
22 Asamoah
23 Vidal
24 Giaccherini
26 Lichtsteiner
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
39 Marrone

Come si può notare è stato saltato anche il 17.. speriamo porti bene 🙂

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Road To Kiev

Il Calcio è il gioco più bello del mondo. Non c’è santo che tenga. Poi sì, venitemi a dire che qui c’è la crisi e che questi guadagnano tre milioni all’anno. Va bene, non è giusto. Ma tant’è. Il Calcio è in grado di trasmettere emozioni che non reggono il confronto con nessun’altra manifestazione sportiva, e non sto parafrasando il Caressa del 2006.

In questo discorso un po’ frivolo e un po’ filosofico rientra la Nazionale e rientrano questi strani Europei.

L’Italia era data per spacciata già in partenza. E non a torto. Arrivava alla competizione dopo un campionato quantomeno devastante, con uno scandalo (un altro) alle spalle che non si sa ancora dove porterà, senza l’attaccante (Rossi) e con il fantasista (Cassano) di ritorno dall’Ospedale, e mica per futili motivi. A questo aggiungete la brutta serie di sconfitte nelle amichevoli preparatorie e la frittata è fatta. Ah giusto, poi c’era il discorso del girone che ci vedeva in lotta con Spagna, Croazia ed Irlanda, di certo squadre non semplici da affrontare.

In realtà la prima partita è molto positiva. Davanti ci sono i Campioni d’Europa e del Mondo della Spagna e la qualità si vede. Ma l’Italia non sfigura e anzi si mangia letteralmente la possibilità di portarsi in vantaggio. Poi il vantaggio arriva davvero ma dura poco perché al primo errore difensivo gli Spagnoli ti puniscono. 1 a 1, palla al centro. La Croazia vince sull’Irlanda.

Poi è sfida con i Croati. Brutta partita. Anche qui andiamo in vantaggio (magia di Pirlo) e anche qui ci facciamo raggiungere. E poi non riusciamo più a concretizzare. Altro 1 a 1 e, con la Spagna vincente sull’Irlanda, l’incubo-biscotto è servito.

La realtà ci racconta invece che in una delle più brutte partite della storia della Nazionale, l’Italia riesce a battere il Trap per 2 a 0, salvo poi bloccarsi davanti ai teleschermi per aspettare il risultato dell’altra partita. Ma la Spagna è la Spagna e l’incubo del 2004 è destinato a rimanere, appunto, solo un incubo. 2 – 0 / 1 – 0 e Italia ai Quarti.

Da qui, come raccontano le leggende, tutto cambia. Perché le sfide sono ad eliminazione diretta e non c’è più niente da perdere, niente da giustificare in caso di eliminazione. Ecco perché, in fondo, contro questa Inghilterra partivamo favoriti. Perché ieri sera l’Italia doveva già essere a casa. E invece era lì, a giocarsi il Quarto di Finale. La partita, in effetti, non ha avuto molto da raccontare. L’Inghilterra è rimasta sulla difensiva per 120 minuti, sfruttando soprattutto i contropiede. L’Italia, dal canto suo, ha dominato l’80% della partita ma senza mai riuscire a concretizzare, se non in fuorigioco. Ed eccoci ai calci di rigore. Francia a parte, un supplizio per gli azzurri. Montolivo, come da me preventivato, sbaglia. Solo un miracolo può evitare agli Azzurri l’eliminazione più ingiusta della Storia del Calcio. Visto che per i miracoli ci dobbiamo ancora attrezzare, sale in cattedra uno che di mestiere in campo fa le magie. Un uomo mite, umile (da quanto traspare) ma che sa caricarsi sulle spalle il destino di un’intera squadra (qualcuno ha detto Juventus?). Sto parlando, ovviamente, di Andrea Pirlo. Vista la sua recente avventura negativa con gli undici metri capisce benissimo che la situazione è delicatissima: un suo errore non lascerebbe più speranze. Bisogna inventare, “tirare fuori il coniglio dal cappello”. Dimostrare che l’impossibile può diventare possibile. Ma come? Ribaltando lo status quo, ricercando gli antipodi. Ed ecco allora il rigore più palpitante degli ultimi anni di calcio. Un cucchiaio che ci mette quasi tre secondi per arrivare in porta, ma che alla fine consegna il capolavoro agli annali del calcio. Da uno “che non te l’aspetti”. Da lì in avanti l’errore dell’Inghilterra appare automatico e Buffon ci mette del suo per bloccare quel pallone che vuol dire Qualificazione. Il tiro di Diamanti diventa ordinaria amministrazione.

Ecco perché il Calcio è il gioco più bello del mondo. Perché spesso l’impossibile diventa possibile.

Adesso ad aspettare gli azzurri c’è una sfida impossibile con la Germania, giovedì. Impossibile per vari motivi: la loro superiorità, i due giorni in più di riposo, i supplementari da smaltire.

Già, impossibile..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Juventus 11/12: “In&Out”

Eccoci qui, come ogni anno, a dare le pagelle agli Juventini. Non serve nemmeno accennare che, rispetto all’ultima volta, le cose sono parecchio cambiate 🙂

1 Gianluigi Buffon

Robe da SNAI. Nessuno avrebbe scommesso un Euro su prestazioni di questo livello, dopo gli anni e gli infortuni passati. Si riprende di diritto il posto da titolare e non sbaglia (quasi) mai. Almeno 10 punti di questo fantastico campionato sono merito suo. Resuscitato: 7 (sarebbe 7,5 ma l’errore contro il Lecce è troppo grave per non comportare una piccola penalità)

2 Marco Motta

Ai margini della squadra, viene spedito altrove. Prestato: SV

3 Giorgio Chiellini

Inizia la stagione con qualche errore di troppo, poi si sveglia e torna ad essere uno dei migliori in Europa (e forse al Mondo). Corre molto, morde le caviglie e fa il record di passaggi nella metà campo avversaria. Si butta spesso e volentieri in area, cercando il gol. Ne trova di decisivi. Ariete: 7,5

4 Martín Cáceres

Ritorna a Torino dopo una parentesi da dimenticare (causa squadra e infortunio). Pochi giorni ed è già doppietta contro il Milan in Coppa. Poi gioca quando viene chiamato in causa, senza mai sbagliare e impegnadosi al massimo. Propone ottimi inserimenti. Da migliorare lo stop con il sinistro. Montero 2, la vendetta: 7

5 Michele Pazienza

Mai al centro di questo progetto. Fantasmino: SV

6 Fabio Grosso

Fuori rosa per il secondo anno di fila, ma quando viene chiamato in causa è pronto e non sbaglia. Pronto: 6

7 Simone Pepe

Corre, corre, corre e (novità 2012) segna. Pedina importante della squadra veloce voluta da conte. Maratoneta: 7,5

8 Claudio Marchisio

Additato come nuovo uomo-simbolo. Inizia benissimo, poi un infortunio ne frena l’ascesa. Torna e segna nel momento più importante della stagione. Giovane bandiera: 7,5

9 Vincenzo Iaquinta

Mai impegnato, impacchettato e spedito. Salutato: SV

10 Alessandro Del Piero

Cosa scrivere d’altro su quest’uomo? Guida la squadra dalla panchina. Apprende del suo futuro dalla televisione e accetta le decisioni di società e allenatore senza mai battere ciglio di fronte alle telecamere. Gioca poco, pochissimo. Ma segna. E sono tutti gol fondamentali per il traguardo finale. La sua linguaccia contro la Lazio resterà negl annali del calcio mondiale per sempre, così come il suo struggente addio allo Stadium. Merita il 10 alla Carriera, ma si deve accontentare del voto stagionale. Saluta con vittoria. TriStellato e osannato: 7

11 Paolo De Ceglie

Il giovane torna dopo il gravissimo infortunio e recupera, a tratti, il posto da titolare. Corre moltissimo e arriva spesso al cross. Caparbio: 7

13 Alexander Manninger

Presenze: 0. Disallocato: SV

14 Mirko Vucinic

Era, sulla carta, il Top-Player 2012. Non sempre si è dimostrato tale ma nel momento più difficile della squadra, dopo i fischi ricevuti, si riprende e torna a regalare grande calcio e tansissimi assist. Ritrovato: 7

15 Andrea Barzagli

Preso per 300.000 Euro (nel calcio sono briciole) rende come un Cannavaro dei tempi buoni. Mai, mai, MAI un errore. Solo un infortunio gli impedisce di essere presente in tutte le partite. Lo Stadium chiede a gran voce il suo nome sul dischetto per l’ultimo gol della statione. Galactico: 8

17 Eljero Elia

Spiace, perché il ragazzo ha talento. Ma non trova mai spazio e quando Conte gli da un’opportunità la spreca. Rimandato: 5,5

18 Fabio Quagliarella

Tornare dopo un infortunio del genere non è mai facile, soprattutto per un attaccante. Ma lui non tradisce e regala anche qualche importante marcatura. L’impegno non manca mai. Sarà a Torino anche l’anno prossimo. Rinnovato: 6,5

19 Leonardo Bonucci

Molto criticato nella prima parte di stagione, si riprende e guadagna il posto fisso in mezzo alla difesa a 3. Da allora nessun errore. Apprende per osmosi da Chiellini e Barzagli. Si rompe il naso, come ogni difensore che si rispetti. Cavaliere Mascherato: 7 (ci vorrebbe mezzo punto in più per l’intervista a Sky dopo lo scudetto)

20 Luca Toni

Lascia la squadra dopo aver capito che non era parte del progetto. Suo il primo gol allo Stadium. Partito: SV

20 Simone Padoin

Portato a Torino da Conte, si fa trovare pronto quando il tecnico lo schiera. Trova anche il gol. Accademico: 6

21 Andrea Pirlo

Dategli una palla e vi consegnerà il Campionato. E’ il primo artefice, in campo, del successo bianconero. Trasforma un gruppo di buoni giocatori in una squadra “imbattibile”, capace di esprimere gioco per novanta minuti. Tocchi e finezze che non possono essere descritti a parole. Visione del gioco a 360°. Pare che il Cyborg sia stato riparato dopo l’ultima stagione milanista. Ha dimostrato, parole sue, di essere il migliore al mondo. Campione: 9

22 Arturo Vidal

Rivelazione dell’anno. Il cileno corre tantissimo e pressa su qualunque pallone. Non molla mai l’avversario fino a che non gli ha portato via la palla. Col passare delle giornate affina la mira e arriva a segnare con continuità. Un talento che la Società non può farsi sfuggire. Incredibile: 8,5

23 Marco Borriello

Arriva a Torino avvolto dai dubbi, dopo mezza stagione deludente a Roma. Fino al mese scorso resta solo un enorme punto interrogativo. Poi si sveglia e segna due gol (e mezzo) nelle ultime tre partite. Redento: 6,5

24 Emanuele Giaccherini

Pupillo di Conte, combatte contro i pregiudizi con le sue qualità di corsa e inserimento. Sempre pronto quando l’allenatore gli offre un’occasione. Prestazioni importanti soprattutto in Coppa. Promettente: 6,5

26 Stephan Lichtsteiner

E’ svizzero, ma “picchia” come un sudamericano. Le sue incursioni in fascia hanno fatto storia. Primo gol ufficiale del nuovo stadio. Ottimo acquisto. Combattivo: 7,5

27 Miloš Krasic

Quasi mai in campo, spreca ogni singola occasione di riscatto. Non si capisce davvero cosa gli sia accaduto. L’anno scorso era un altro giocatore. Perso: 5

28 Marcelo Estigarribia

Gregario in una squadra di gregari. Macina chilometri e trova un gol importantissimo a Napoli. Sorpresa: 6

30 Marco Storari

Il mio pupillo gioca poco in Campionato, ma la Coppa è sua. Nient’altro da aggiungere a quanto già detto l’anno scorso. Sicuro: 6,5

32 Alessandro Matri

Non sempre al top della forma, deve ancora migliorare. Ma quando sta bene la infila in ogni occasione. Rapace: 7

33 Frederik Sorensen

Senza voto: SV

34 Luca Marrone

Trova il gol (e che gol!) nell’ultima giornata ma, per il resto, come sopra: SV

38 Amauri

Rifiuta il trasferimento in estate, causando un danno ingente alla società che lo mette fuori rosa. Se ne va a Gennaio. Verrà ricordato per il gol segnato a San Siro all’ottantanovesimo minuto di Milan – Fiorentina. E’ quello che riapre il campionato. Problematico: VS

Antonio Conte

Non sbaglia una virgola in questo campionato. Super: 9

Società

La “vicenda Del Piero” pesa eccome, ma lo Juventus Stadium è una favola. Voto ancora incerto, dipende dal mercato di questa estate. Promettente: 6,5

Alla prossima!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Attimi di Leggenda (Tributo a Del Piero)

In fondo al tunnel c’è una grande luce. La vedi avvicinarsi, passo dopo passo. Nella testa mille voci, mille pensieri. Sembra una domenica come tutte le altre. Non lo è. È la domenica che nessuno potrà mai dimenticare. Alzi gli occhi al cielo e vedi la bolgia. Gironi infernali che per l’occasione di fanno paradisiaci. Quarantunomila persone disposte a spendere una fortuna per esserci. Per vederti. Per salutarti. Li guardi è realizzi: “Io sono Alessandro Del Piero. Questa è la mia Gente. Questa è la mia Storia”. Non oso immaginare cosa possa passare nella mente di una Leggenda nel giorno del suo addio a quella Famiglia che ha reso e l’ha reso grande. In una perfetta fusione di emozioni date e ricevute. Vent’anni di vittorie straordinarie e di grandi sofferenze. Sempre insieme. Dalla vetta del mondo al più remoto campo della Serie B. Dalle Stelle alle Stalle. Dalla Coppa Intertoto alla Coppa del Mondo. Senza mai cambiare. Perché un Capitano, una Leggenda non può cambiare.

E poi arrivano le 16:19 di Domenica 13 Maggio 2012: Conte chiama il cambio, concede la passerella. Momenti già vissuti pochi anni fa con Nedved. Ma è tutta un’altra storia. La partita si ferma (per davvero), tutti corrono a centrocampo ad abbracciare Pinturicchio. Lui abbraccia lo Stadio. Si inchina al Tempio. Si accomoda in panchina ma il pubblico lo invoca a gran voce. Scende. Inizia un lentissimo giro di campo (a partita in corso, incredibile!) per salutare tutti, quasi uno a uno. La gente piange, lui anche (pur mascherando bene le emozioni). In campo nessuno bada più all’azione, guardano tutti quest’uomo che si prende gli applausi di uno stadio intero. Quindici minuti di interminabile onda emotiva, poi il ritorno definitivo in panchina. Parte un nuovo coro: “Grazie di tutto / Del Piero grazie di tutto / Grazie di tuuuuutto / Del Piero grazie di tutto” Lui si immola, in un podio improvvisato. Gradino più alto, ovviamente. Poi la premiazione, quella Coppa alzata al cielo. E’ l’epilogo perfetto, in mezzo alla sua gente, alla sua famiglia. Lo ripeto: non so cosa avrà pensato Alessandro, ma so cosa hanno pensato tutti i tifosi e gli amanti del calcio che oggi hanno salutato la fine della sua avventura juventina.

Lo so perché anche io sono un tifoso.

Anche io ho visto Del Piero.

Ero piccolissimo, ma l’ho visto debuttare in Serie A poco più che maggiorenne.

L’ho visto entrare in campo, al cospetto di giganti come Vialli, Baggio e Ravanelli.

L’ho visto segnare. Subito. Tanto. Gol fantastici.

L’ho visto caricarsi di un peso notevole come può essere il “10” di una squadra come la Juve.

L’ho visto inventarsi un gol che porta e continuerà per molto tempo a portare il suo nome. Un capolavoro.

L’ho visto accompagnare noi juventini sul tetto d’Europa e del Mondo.

L’ho visto sollevare al cielo Scudetti, Coppe, Supercoppe, Champions e Intercontinentali.

L’ho visto essere il miglior calciatore italiano.

L’ho visto cadere. Male. Con le speranze di recupero che sembravano infrangersi giorno dopo giorno.

L’ho visto rialzarsi, tornare. Come una fenice che non muore mai.

L’ho visto dare il massimo e oltre, sempre, a prescindere dalla maglia indossata (Juventus o Nazionale).

L’ho visto piangere al cielo dopo un gol, per ricordare il suo papà.

L’ho visto diventare, anno dopo anno, gol dopo gol, il Leader di questa squadra. Il Capitano, la Storia.

L’ho visto evitare qualsiasi tipo di reazione in campo. Riprendendo i propri compagni quando protestavano contro l’arbitro.

L’ho visto lontano, sempre, da tutto ciò che esula dal calcio giocato.

L’ho visto prendersi, a suon di gol e rispetto, ovazioni indescrivibili al Bernabeu e all’Old Trafford.

L’ho visto, come ha detto Caressa, “portarci a Berlino” con un gol da cineteca.

L’ho visto alzare al cielo un altro trofeo, il più importante. La Coppa del Mondo.

L’ho visto tornare a volare basso, in Serie B, rifiutando qualsiasi proposta di trasferimento.

L’ho visto lottare contro ragazzini carichi di motivazioni ed energia e diventare il miglio marcatore della serie cadetta.

L’ho visto riportare la Sua Squadra nel paradiso che le compete. Quello della Serie A.

L’ho visto realizzare, con grande umiltà, che nulla è eterno e che anche la sua presenza in squadra andava centellinata.

L’ho visto firmare un contratto in bianco, solo per la voglia di giocare (e segnare) nel quarto stadio casalingo della sua Storia.

L’ho visto duettare in modo commuovente con Boniperti all’inaugurazione dello Juventus Stadium. Una serata che nessuno mai potrà dimenticare.

L’ho visto accettare qualsiasi decisione del suo ex-capitano Conte. Entrare, quando richiesto, e segnare gol pesantissimi.

L’ho visto infrangere ogni tipo di record. Senza mai cambiare. Con la voglia di giocare, divertirsi, vincere.

L’ho visto giocare a Calcio, in un modo che forse nessuno mai riuscirà ad eguagliare.

L’ho visto vincere. Di nuovo. Quando nessuno più ci sperava. Consegnare alla sua Signora il trentesimo scudetto che le aveva promesso prima di congedarsi.

Sono contento, fiero, orgoglioso di aver visto giocare Del Piero, di averlo visto esultare sotto la curva con la lingua di fuori.

Voglio ringraziarlo per quello che ha trasmesso ai tanti giovani che hanno deciso di avvicinarsi a questo sport e per tutto quello che a fatto per la Juve.

So che il numero 10 non si può ritirare, ma evitare di assegnarlo l’anno prossimo sarebbe un segnale forte di quello che Alex ha significato in questi venti, splendidi, anni.

Ciao Alex, grazie di tutto!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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