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Fate ridere

Terzo polo, riunioni allargate, conte all’ultimo sangue. Fate entrare anche loro… e siamo a 317!

Dopo la riunione di oggi tra FLI+UDC+API+MPA+LD sembra essere nata ufficialmente una nuova maggioranza parlamentare che si dice pronta a votare in blocco la sfiducia a Berlusconi.

E poi via con i messaggi ridicoli, quelli del tipo “Berlusconi deve continuare a governare”, “Berlusconi deve dimettersi di sua spontanea volontà”, “Se viene sfiduciato non è riproponibile”, senza dimenticare i “Chi non vota la sfiducia verrà espulso da FLI”.

Ma la volete smettere? Mettetevi il cuore in pace: mancano 12 giorni al 14 dicembre. 12 giorni che passerete in vacanza visto che la Camera è chiusa fino alla votazione decisiva (quanta indignazione in merito!).

Non sfracellateci i coglioni ogni santo giorno con queste dichiarazioni in puro “politichese”.

E’ in corso l’ultimo (ma sarebbe più giusto dire l’ennesimo) tentativo in ordine di tempo nato con l’unico scopo di far fuori Berlusconi. Altro che governi di emergenza, di salvezza, di responsabilità.. se avete i numeri e il coraggio andate a Montecitorio, dite a voce alta un bel “SI” alla sfiducia, prendetevi davanti al Paese tutte le responsabilità del caso e poi ci spiegherete in tutta tranquillità cosa succederà dopo.

Pare abbastanza ovvio che in questa occasione Berlusconi non ha margini di trattativa: anche se otterrà la fiducia saranno pochi voti, molto probabilmente di convenienza.

Con Berlusconi (con questo Berlusconi) non si continua, un Governo tecnico non può durare dopo che l’obiettivo principale (mandare a casa B.) è stato portato a termine.

Quelli che accusano il Cavaliere di voler perdere tempo perché non vuole dimettersi di sua spontanea volontà mi spiegano perché non sono allo stesso tempo a favore di nuove elezioni subito (con questa legge elettorale)?

Ah già, “per il bene dell’Italia”..

PS: Fini, sulle alleanze ti avevo avvertito.. per quanto mi riguarda sarebbero “Zeru Voti”

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Crisi di Governo (e di buonsenso)

In questi giorni, dipinti da molti come le “idi di Marzo” dell’avventura politica di Berlusconi, se ne sentono di tutti i colori. Probabilmente (si spera) la colpa è dovuta alla particolarità della situazione. Tutti i “giocatori” sono in qualche modo coinvolti e può darsi che l’emozione e l’incertezza su ciò che sta per accadere faccia loro dire cose che non stanno né in cielo né in terra.

La prima è una considerazione generale: oggi, come promesso, la compagine di FLI ha rassegnato le dimizzioni dal Governo. Tutti titolano che la Crisi è iniziata, evidenziando la convocazione per domani al Quirinale di Fini e Schifani (presidenti di Camera e Senato). In realtà sappiamo che Berlusconi è fortemente intenzionato a portare (legittimamente) la crisi in Parlamento quindi, finché non sentiremo il Cav gridare “Che fai, mi voti contro?” (e finché non vedremo i voti contrari di FLI) questa crisi non può affatto dirsi aperta.

In secondo luogo commentiamo la comica affermazione di Berlusconi in cui si dice intenzionato, in caso di fiducia dal Senato e sfiducia alla Camera, a chiedere lo scioglimento solo di questa ultima. Seppur si tratta di una ipotesi effettivamente percorribile secondo la tanto amata Costituzione, l’idea è tutt’altro che geniale. Ma ve lo immaginate il nostro Paese alle prese con una doppia elezione separata di Camera e Senato? Già il sistema è macchinoso di suo, se poi invece che migliorarlo andiamo in questa direzione.. per non parlare poi dei costi! No. E’ una strada decisamente improponibile. Il Cavaliere questo lo sa e farebbe meglio a concentrarsi sulle cose serie piuttosto che continuare a rilasciare dichiarazioni di questo tipo.

Terza osservazione per tutti i “futuristi” che ora sembra siano stati infettati di colpo dalla “Berlusconite”: cambiare idea è legittimo. Abbandonare un progetto perché non ci si sente più partecipi è assolutamente concesso se non addirittura una dimostrazione di coerenza (ma solo se in precedenza si è lottato per cambiare questo sistema dall’interno). Ma da qui ad affermare ai quattro venti di essere pronti a tutto pur di cacciare per sempre Berlusconi da Palazzo Chigi la strada è lunga! Vi siete accorti di colpo che Berlusconi è in realtà la reincarnazione di Satana? Benissimo, ma almeno non fate finta di aver vissuto nella reggia del Padrone negli ultimi sedici anni! Fini in realtà ha più volte cercato di porre rimedio a questa incoerenza non mancando di ringraziare il Cavaliere per alcune scelte fatte nel passato, ma se stiamo a sentire alcuni dei suoi “fedelissimi” sembra quasi che FLI non sia altro che una corrente dell’Italia dei Valori! Questo, scusate, ma non è tollerabile! E poi, almeno, mettetevi d’accordo: capisco che mettendo insieme FLI, UDC, API, PD e SL Berlusconi e la Lega li battete di sicuro, ma non mi sembra giusto nei confronti dei vostri (potenziali) elettori continuare in mezzo a tanta confusione. Ci fate capire quello che volete fare? Chiederete un Governo tecnico? Oppure le elezioni? E in tal caso correrete da soli o stipulerete un patto con l’UDC e l’API? Oppure siete seriamente tentati dal “Carrozzone – Unione 2.0”? So che forse non è il caso di parlare di queste cose prima delle dimissioni di Berlusconi ma per carità, fate un po’ di chiarezza perché dalla Terra si fa davvero fatica a capirci qualcosa!

Ultima osservazione rivolta a Bersani e a tutto il PD: prima la scena gli viene rubata (letteralmente) da Di Pietro. Poi ecco spuntare Fini. Ma volete comportarvi come se foste davvero il maggior partito di opposizione? Segnali come l’esito delle primarie di Milano (svoltesi ieri, vittoria del candidato ex PRC e sostenuto da Vendola su quello sostenuto dal PD) dovrebbero far riflettere! Dovete aspettare che sia Di Pietro a chiedervi di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Governo? Se per voi è una strada percorribile dovevate avere per primi il coraggio delle vostre azioni!

Mi fermo qui, solo perché il resto bisognerà valutarlo in seguito a quello che accadrà in Parlamento.

PS: sembra che le cose stiano effettivamente andando avanti più o meno così.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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I have some difficulties..

Berlusconi durante la riunione del G20 confida al collega Vietnamita di avere “qualche difficoltà al momento” parlando, ovviamente, della situazione politica italiana.

Gli aggiornamenti in breve sono questi: Berlusconi in pratica ha offerto a Fini la possibilità di entrare direttamente nel Governo (con un rimpasto senza crisi formalizzata) ma questi ha declinato l’invito ripetendo che vuole le dimissioni del Premier.

Le due strade possibili a questo punto sono due: dimissioni spontanee e preventive del Cavaliere o sfiducia in Aula da parte di Fli dopo l’approvazione della Finanziaria e dopo aver ritirato i suoi esponenti dal Governo (lunedì). In entrambi i casi, visto il clima, si tratterebbe di “crisi al buio” ovvero senza la certezza da parte dell’attuale Presidente del Consiglio di ricevere dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare un nuovo Governo (come è accaduto, per esempio, a Prodi nel Febbraio 2007).

Lo stesso Berlusconi infatti “respira” nell’aria, nonostante tutto, la voglia di più parti di liberarsi di lui. E per questo non sembra intenzionato a farsi da parte per primo. Vuole sfruttare anche la minima occasione per addossare tutta la colpa della crisi su Fini (che poi è il suo obiettivo da settimane). Del resto per aprire una crisi è necessario che qualcuno lo sfiduci in Aula e chi potrebbe essere se non Fini stesso?

A quel punto, incassata la Sfiducia, Berlusconi potrebbe salire al Colle “più tranquillo”. Potrebbe chiedere il reincarico o puntare dritto verso le elezioni. Nel primo caso costringerebbe Fini a tornare tra le fila della maggioranza, nel secondo si preparerebbe alla campagna elettorale più “cattiva” della sua avventura politica.

Per quanto mi riguarda, arrivati a questo punto, la sfiducia parlamentare è l’unica strada percorribile. Si possono dire davvero tante cose sul conto di Berlusconi ma bisogna ammettere che non ha tutti i torti quando dice di non potersi più fidare né di Tizio né di Caio.

Ancora una volta conteranno i fatti più che le parole e i proclami. E la cosa divertente (se così si può dire) è che questa volta il Cavaliere rischia di essere l’unico a spingere verso una soluzione politicamente e istituzionalmente corretta.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Fini ripiomba nel 2005

Ho trovato il discorso di Fini molto istituzionale, pieno di buoni propositi e belle idee. Un po’ come era accaduto a Mirabello. Ma le buone notizie, ahime, si chiudono qui.

Per quanto mi riguarda sono infatti decisamente deluso. Non per quanto in futuro Fini potrà fare con il suo partito, ma per quello che è intenzionato a fare oggi: la conclusione, quella che tutti attendevano, è stata presa. Fini ha scelto la strada (impervia) del rimpasto di Governo.

Le possibilità erano 3: accettare la mano tesa di Berlusconi, chiedere un rimpasto o sfiduciare il Premier. La prima e l’ultima erano in qualche modo scelte di responsabilità, mentre quella intrapresa ha un sapore squisitamente politico.

Fini infatti ricade nella tentazione di criticare Berlusconi e il PDL e lo fa con toni decisamente più pesanti di quelli utilizzati a Mirabello. Per carità, ha una maledetta ragione quando si lancia contro la politica economica di Tremonti, contro l’eccessiva personalizzazione del partito di Berlusconi, contro l’arretratezza in materia di diritti civili e soprattutto contro la golden share della Lega (cita come esempio l’utilizzo dei fondi FAS per accontentare gli allevatori), ma commette di nuovo il gravissimo errore di dimenticare che il PDL (il partito finito, quello che va superato) è stata la sua casa fino a qualche mese fa. Nonostante abbia ricordato solo questa mattina ad un giornale tedesco come sia stato uno sbaglio fondare il PDL insieme a Berlusconi (a proposito, ma dove sarebbe oggi senza il PDL stesso?), Fini aveva il diritto ed il dovere di denunciare ufficialmente tutto questo senza aspettare l’inevitabile deferimento (che in verità è andato a cercarsi).

Che senso ha chiedere oggi, in questa situazione, un passo indietro a Berlusconi per ritrovarsi poi intorno ad un tavolo per ripartire sulla base di “4-5 missioni indispensabili” quando lo stesso Presidente della Camera ha passato gli scorsi due anni e mezzo a criticare senza mai proporre davvero qualcosa di concreto nelle sedi appropriate?

Fini poi si lascia andare e, forse a causa dell’ambiente a lui molto favorevole, abbassa la guardia e commette degli errori: il primo lo fa parlando della Lega. Muove delle giuste critiche al partito di Bossi ma la sensazione è quella di un complesso di inferiorità in quanto il suo partito non viene riconosciuto come interlocutore privilegiato del PDL come accade invece con gli uomini del “Senatur”. Il secondo errore è riferito al Bipolarismo e alla necessità che l’avversario non torni poi ad essere un nemico dopo le elezioni. Qui forse Fini si scorda di come era iniziata la legislatura e di come sia stato il PD a tornare a scagliarsi contro il solito Berlusconi (già dopo pochi mesi di Governo). Il terzo grave errore (ripreso, come vedremo, da Berlusconi) lo commette parlando proprio di rimpasto. Prima si lamenta del fatto che il Parlamento sia stato spesso esautorato per colpa del Governo e poi chiede l’apertura di una crisi passando direttamente la palla al Presidente del Consiglio. Ma senza dubbio la cosa sconvolgente, già segnalata da alcuni analisti, è che il Presidente della Camera (terza carica dello Stato), Presidente di un partito che minaccia di passare all’opposizione, chieda direttamente le dimissioni del Presidente del Consiglio (quarta carica dello Stato). Insomma, la “cadrega” di Montecitorio non sarà certo nelle disponibilità del Presidente del Consiglio, ma non vale nemmeno il contrario!

Ma a parte tutto, se è vero tutto quello che Fini ha detto, che senso ha chiedere un rimpasto? Che senso avrebbe un nuovo Governo con Berlusconi? Che senso ha ritirare Ministri e Sottosegretari da un Governo che si può far cadere in ogni momento? Nessuno crede davvero che la strada indicata da Fini sia percorribile. E tutti sanno bene che non sarebbe nemmeno (del tutto) colpa di Berlusconi se la situazione a questo punto precipitasse. Fini voleva rispedire il “cerino” nelle mani del Cavaliere ma a me pare solo che abbia evidenziato una sua NON-assunzione di coraggio e responsabilità. Forse il Paese non può permettersi elezioni, ma nemmeno un nuovo Governo di questo tipo!

Quanto a Berlusconi e al PDL non c’è ancora una risposta ufficiale ma da ciò che filtra dai soliti “ambienti vicini” Berlusconi avrebbe detto di non aver alcuna intenzione di dimettersi. Il Cavaliere avrebbe detto (come è nella sua natura) che se Fini vuole “andargli oltre” deve venire in Aula e avere il coraggio di sfiduciarlo, di fronte al Parlamento e al Paese intero. Il cerino quindi rimane nelle mani di Fini perché il Governo è intenzionato a continuare a lavorare e l’unico modo per mutare lo “status quo” è un voto di sfiducia.

Sembra avverarsi almeno in parte quello che avevo “predetto” qualche giorno fa. Fini vuole rivivere il 2005 e il Berlusconi-bis ma si ricordi che anche quella volta il Cavaliere era dato per spacciato..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Fini chiede la Crisi e il Rimpasto: reazioni a caldo della Stampa

Corriere della Sera: Fini: «Berlusconi si dimetta, altrimenti noi siamo pronti a uscire dal governo»

Ansa: Fini premier si dimetta oppure Fli via da governo

Repubblica: Fini detta le condizioni a Berlusconi “Si dimetta, così inutile andare avanti, se non apre la crisi Fli lascia il governo”

La Stampa: Fini: “Berlusconi ora si dimetta. Nuovo patto o via dal governo”

Il Giornale: Fini: “Berlusconi si deve dimettere. Patto, sì con un nuovo programma”

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Fini LIVE da Perugia

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Eccoci qui, Fini chiede la testa di Berlusconi

Eccoci qui, forse, all’atto finale. Prendendo “spunto” dal caso della giovane Marocchina Ruby (sul quale non ho speso e non ho intenzione di spendere nemmeno una parola) Fini ha deciso di chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio. Qualche settimana fa fui io stesso ad invitare il capo di Futuro e Libertà ad un atto di responsabilità riguardo la necessità o meno di continuare a tenere in vita questo Governo, ma oggi ho qualcosa da dire in merito..

Prima cosa: in questi casi più che in altri le parole sono davvero nulla se non vengono poi certificate da un atto “fisico”, tangibile come un “NO” alla Camera. Fini di fatto ha sfiduciato il Premier. Ora, anche dal PDL, chiedono a Fini una risposta chiara e senza possibilità di fraintendimenti. Fini ha deciso? Ci voti contro. Oppure stia zitto.

Seconda cosa: dall’enturage del Cavaliere è emerso che il Premier sembra rilassato, come se si fosse liberato da un macigno. Evidentemente si vuol far passare l’idea che Berlusconi stesse solo aspettando il momento in cui tutta questa vicenda sarebbe diventata di dominio pubblico (con tutte le conseguenze del caso). Probabilmente è davvero così, ma le possibili letture sono almeno due. La prima è quella più semplice, che vuole un Berlusconi ormai alle strette, costretto a rassegnare volontariamente le dimissioni per evitare un voto contrario del Parlamento e la rottura dei rapporti tra il PDL e la Chiesa. La seconda è un po’ più “fantasiosa” ma non per questo meno possibile. A me tutta questa vicenda sembra sempre più strana, sia per come è venuta fuori sia per come si sta evolvendo. Berlusconi in pratica non si sta difendendo (se non con i soliti anatemi). E se questo non fosse un sintomo di estrema debolezza? Se fosse invece la prima mossa di una precisa strategia per arrivare allo “Scacco Matto”? Diamo per certe, in questa ricostruzione fantasiosa, le elezioni a Marzo 2011. Nel 2008 si verificò la crisi di Prodi a metà gennaio e si andò alle urne tre mesi dopo. Seguendo questa ipotetica linea temporale allora diciamo che Berlusconi lascerà “scorrere” gli eventi che porteranno alla fine del suo quarto Governo senza tentare di resistere ma senza nemmeno dimettersi per decisione personale. Diciamo che Berlusconi punta a farsi sfiduciare (da Fini, ovviamente) entro la fine di Novembre o al massimo entro i primi giorni di Dicembre. Dopo una settimana di consultazioni il Presidente della Repubblica, riscontrata l’impossibilità di un Governo Tecnico, indirà nuove elezioni prima di Natale. A quel punto, con le famiglie rilassate e riunite davanti alle televisioni nel periodo natalizio, Berlusconi se ne uscirà con uno dei suoi “colpi da maestro” (magari proprio sul caso di Ruby) volto in primo luogo ad “irridere pubblicamente” chi ha sfiduciato un Governo su basi quantomeno dubbie. Da lì a Marzo inizierà una campagna elettorale così violenta che verrà ricordata per molto tempo. C’è da ricostruire l’immagine di un Leader e di un non-partito. Il PD non riuscirà a tenere il passo di un Berlusconi che in queste cose è un maestro assoluto. Risultato? Vittoria per Berlusconi e per la Lega. Senza Fini. E poi? Non ne ho idea. Quello che è certo è che Silvio non resterà ancora per molto a farsi cuocere a fuoco lento come sta accadendo ora. Ha le caratteristiche (e le possibilità) per giocarsi il tutto per tutto pur di non darla vinta a quello che ormai è diventato il suo nemico giurato.

C’è solo un punto oscuro. Come molti hanno osservato, anche al Senato ci sarebbero i numeri per un Governo tecnico. Questo accadrebbe perché molti senatori PDL non accetterebbero lo scioglimento delle Camere vedendo la possibilità di essere rieletti minacciata dalla forza della Lega. Ma questo in realtà è un non-problema. Appurato che l’importante è lo stipendio a quattro zeri a fine mese, si tratterebbe di trovare un alternativa al ruolo di Parlamentare.

Se anche solo una riga di quello che ho scritto dovesse verificarsi tutto dovrebbe avvenire nelle prossime due settimane.

PS: state pensando che io appoggerei (in toto) una azione del genere se si tramutasse in realtà? Beh, allora non avete capito niente.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Caro Gianfranco, non si fa così

Prologo: come ho avuto modo di spiegare in tutti i post su Fini/FLI io NON sono contro Gianfranco. Se alle prossime elezioni presentasse un programma liberale e candidati credibili io non avrei problemi a dargli il mio voto.

Detto questo, Fini ha sempre detto giustamente che Berlusconi ha il diritto e il dovere di governare, ma è altrettanto vero che se potrà continuare o meno a farlo dipende essenzialmente solo da FLI, ovvero da Fini stesso. Inutile quindi “obbligare” Berlusconi a fare il capo del Governo se poi un giorno sì e l’altro pure si minaccia un altro esecutivo.

Parliamoci chiaro: attualmente esiste, sia alla Camera che al Senato, una maggioranza trasversale pronta a formare un esecutivo che non comprenda il PDL (o sarebbe meglio dire Berlusconi). Se non altro perché molti senatori “nordisti” del PDL temono di non venire rieletti a causa del maggior potere della Lega in quell’area.

Ad oggi l’unica cosa che ci tiene lontani da tale scenario è il voto di FLI a favore del governo. Capito il paradosso? Fini, capo di FLI, dice che se Berlusconi cadesse non sarebbe un golpe esprimersi a favore di un nuovo governo. Ma abbiamo capito che Berlusconi può cadere solo se FLI gli fa mancare l’appoggio. Ma sono solo io a vedere una situazione tragicomica?

E poi il fatto che qualcosa sia già successo in passato non basta assolutamente a legittimarlo: stia attento dunque il Presidente della Camera perché, stando alle sue ultime dichiarazioni, il ribaltone del 1995 fu una scelta “corretta”. Bisogna fare una distinzione in merito: un conto è la formazione di un nuovo governo durante una legislatura senza che vengano sostanzialmente cambiati gli equilibri interni (esempio: Berlusconi II / III nel 2005), tutt’altra cosa è stravolgere la volontà dei cittadini che durante le elezioni politiche hanno espresso una precisa volontà mandando al governo forze “destinate”, almeno per 5 anni, all’opposizione.

Numericamente, come ho già scritto, è possibile la formazione di un nuovo Governo con l’appoggio (o l’astensione) di tutte le forze tranne PDL e Lega. Ma come ci si giustificherebbe di fronte ai cittadini?

Se Fini vuole davvero smarcarsi da Berlusconi allora segua il mio consiglio: tolga apertamente la fiducia al PDL e chieda a Napolitano di sciogliere le Camere, in modo da presentarsi responsabilmente di fronte agli elettori con il suo nuovo progetto.

PS: giuste le critiche al “partito carismatico”. Ma il grande errore di Fini è quello di averle tirate fuori oggi, da oppositore, senza mai essere andato in passato oltre le “stoccate” televisive, chiedendo ad esempio la convocazione di riunioni straordinarie (o altre iniziative di questo genere).

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Un “Compleanno di Merda”

Diciamolo subito, forte e chiaro, in modo che non siano possibili altre interpretazioni.

Chi si aspettava una giornata “risolutiva” è rimasto deluso su ogni possibile fronte.

Partiamo dal peggio del peggio visto nella diretta televisiva di ieri: Antonio di Pietro. Il Leader di IdV non ha fatto altro che riversare fango (per non dire altro) sulla quarta carica dello Stato, il Presidente del Consiglio. Lo ha accusato, nell’ordine di essere un “pregiudicato illusionista”, un “successore di Nerone”, per finire con la ciliegina sulla torta: Berlusconi è uno “stupratore della democrazia”. Di Pietro andrebbe formalmente richiamato per il pessimo spettacolo offerto ieri all’Italia, e il Presidente della Camera non ha fatto molto per impedire questo scempio. Solo un paio di richiami formali, oltretutto sotto richiamo di Berlusconi.

Tralasciando gli interventi “inutili”, tipo quello di Casini e dei vari “terzopolisti” passiamo a quello di Bersani. Dopo aver “suggerito” a Berlusconi di candidarsi al Nobel per la pace ha detto che “la nuova stagione inizia oggi (ieri, ndr) e saremo noi ad aprirla”. Insomma, per l’ennesima volta “zeru proposte concrete” da quello che dovrebbe essere il principale partito di opposizione.

Ma veniamo alle questioni importanti. Berlusconi è arrivato alla Camera senza sapere cosa lo aspettava, questo era evidente (e basterebbe a smontare molte delle accuse di “mercantaggio”). Alla fine ha scelto di dar retta alle “Colombe”, capitanate dal solito Letta, e ha pronunciato un discorso in perfetto stile riappacificante, come se nulla fosse successo in questi ultimi due mesi. Discorso che tralaltro non perderò tempo ad analizzare dato che penso lo abbiano già fatto in molti due anni fa. Insomma, il Cavaliere si è calato in un personaggio che gli stava stretto, strettissimo, e lo ha fatto (con poche speranze) per tentare di allargare il più possibile il suo “bacino di maggioranza”. Dopo essere rimasto (sempre sotto consiglio di Letta) tutto il giorno a Montecitorio, più che altro a farsi offendere gratuitamente, ha replicato un po’ più piccato. Ma alla fine il risultato non è valso l’attesa: 342 voti a favore, ben più della maggioranza richiesta (e molti di più rispetto alla maggioranza del 2008), ma non abbastanza per andare avanti senza Fini e l’MPA. A Berlusconi sono mancati i voti di LD, di qualche PRI e di qualche assente/astenuto.

Si possono spendere ore ad analizzare la giornata di ieri, ma la verità è una sola: Berlusconi deve mettersi a trattare con Fini se vuole andare avanti. Esito più che prevedibile.

E il Cavaliere ha deluso chi voleva un colpo di mano: nessun attacco a Fini, nessuna dimissione, nessuna maggioranza allargata.

Ma anche Fini e i suoi hanno deluso: chi credeva davvero un un sincero patto per concludere legislatura dovrà ammettere che l’annuncio (scontato ormai) del nuovo partito dato in una giornata come questa non è certo un buon segno.

E poi, come ho già detto, come ha fatto Bocchino a votare la fiducia a un “pericolo per la democrazia”?

Ma lasciamo perdere. Sono tutti discorsi inutili. Berlusconi ha due sole possibilità: andare avanti facendosi inevitabilmente logorare da Fini o andare alle urne a Marzo (ipotesi suggerita dalla Lega).

Nel primo caso si prospettano due anni e mezzo forse addirittura più vuoti e inutili di quelli appena trascorsi, senza la minima traccia di vere riforme liberali. E no, non ditemi che Berlusconi le ha promesse. Con questi numeri non si andrà da nessuna parte. Nel secondo caso, a meno che le cose cambino in pochi mesi, Berlusconi non riuscirà a tornare a Palazzo Chigi. E addio Lodo Alfano.

Quale delle due strade pensate che sceglierà Berlusconi? Non lo, ma entrambe non promettono nulla di buono.

Non c’è che dire. E’ stato proprio un compleanno di merda.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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