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Smacchiature

Elezioni 2013

Mi immagino il brivido che corre lungo la schiena di Berlusconi mentre osserva il distacco sempre più esiguo che separa la sua coalizione da quella di centrosinistra.. “E ‘mo cosa m’invento per non tirar fuori i soldi del rimborso IMU”? Poi, fortunatamente per lui, la rimonta ha rallentato e il premio di maggioranza è stato assegnato a Bersani.

Permettetemi di iniziare proprio da questo risultato. E permettetemi di farlo, lo ricordo, da “spettatore esterno” (ho votato Fare, quindi non “tifavo” certo per questa rimonta). Sono giovane, è vero. Ma tutte le maratone elettorali di cui ho memoria hanno un leitmotiv comune: il Cavaliere e la sua straordinaria capacità di raccogliere voti. Il 1994 non lo scomodo neanche, tanto lo conoscete tutti. Nel 1996 la leggenda (ormai si tratta di questo) racconta che il voto popolare premiò Berlusconi ma la maggioranza andò a Prodi per via della legge elettorale. Nel 2001 fu una vittoria schiacciante, senza appello. Nel 2006 l’uomo di Arcore riuscì nella incredibile impresa di recuperare innumerevoli punti ad un centrosinistra già dato per vincente (ricordate il colpo di genio delle “tre punte”?) fino a risultare secondo per soli 24.000 voti (e un sacco di dubbi su presunti brogli) e costringere Prodi, ancora lui, a Governare senza una solida maggioranza al Senato. Nel 2008 assistemmo al “bis” di quanto accaduto sette anni prima, successo clamoroso. E poi ci sono le elezioni di ieri. Un distacco che solo un mese fa sfiorava i 10 punti. Un PdL, orfano del suo leader, osservare preoccupato la soglia del 10%. Ora sappiamo come è andata a finire. Inutile. Ha vinto ancora lui. E ha vinto non perché ha preso più voti degli altri (non è così) ma perché ha centrato IN PIENO l’obiettivo che si era esplicitamente prefissato: arrivare a tallonare il centrosinistra per sedersi al tavolo delle trattative in posizione di rilievo dall’alto di un risultato elettorale imponente seppur non vincente. Sarebbe stata una sconfitta (sto parlando SEMPRE E SOLO di Berlusconi, non del PdL né tantomeno del Paese) vincere queste elezioni. Non avrebbe potuto governare e non avrebbe saputo cosa fare. Così facendo avrà voce in capitolo su qualunque decisione, senza probabilmente mai metterci la faccia (qualcuno ha detto Alfano?). Inutile dire che questa rimane una vittoria esclusivamente personale. Il Paese, come è ovvio, non ci guadagna nulla. In quest’ottica, se permettete, va inquadrata la sua scelta di allearsi di nuovo con la Lega: sapeva benissimo di non poter più governare con gli uomini di Maroni. A lui servivano esclusivamente per “fare bottino”. Senza contare ovviamente il futuro della Lega stessa che ora riparte da un misero 4% senza avere più il sostegno della base. Il prezzo da pagare per questo “diabolico” piano? Solo la Lombardia. Una quisquilia.

E arriviamo, come promesso, a Grillo. Ha vinto, ha “fatto il botto”. Chi se l’aspettava? Tutti, fuorché i conduttori delle maratone elettorali in TV. Ammetto che il 23-25% era un risultato difficile da prevedere, ma si sapeva benissimo che il movimento avrebbe sfondato “quota 20%”. Grazie anche e soprattutto ai politici “navigati”, all’estabilishment della stampa e alla loro straordinaria capacità di fomentare nell’elettore medio un senso di smarrimento e ripudio che lo portava ogni giorno di più verso chi cavalcava (abilmente) questi sentimenti. Avete mandato in Parlamento più di 150 cittadini sicuramente motivati e spinti dalle migliori intenzioni ma inesperti, impreparati e forse alla mercé di quel sistema che cercavano di combattere. Andate a spiegare ai mercati che abbiamo dato la maggioranza dei voti ad un partito che vuole promuovere un referendum per uscire dall’Euro. Buona fortuna! Ora, a parte tutto, parte di questi neo-politici (quelli eletti al Senato) saranno determinanti per la tenuta di un qualsivoglia Governo. Cosa faranno? Rispetteranno il “diktat” del guru che non vuole assolutamente stringere alleanze o faranno prevalere il senso di responsabilità derivato dal voto ricevuto? Mistero..

Mi sto quasi annoiando da solo.. quand’è che arriva il turno del PD? Eccolo! Oh, per chi se lo fosse perso.. questi qua hanno buttato via una vittoria sicura come lo sono solo la morte e le tasse e lo hanno fatto proprio bene! Voglio dire, provateci voi! Non so se il risultato sarebbe stato tanto eclatante! Hanno indetto le primarie e lo scontro “vero” con Renzi aveva portato il partito a raggiungere valori altissimi nelle preferenze degli italiani. Poi sappiamo come sono state organizzate effettivamente le primarie, sappiamo come è finita quella operazione di “rottamazione” proposta da Renzi e desiderata da tantissimi elettori, abbiamo visto i candidati. E poi, soprattutto, non abbiamo più visto chi quelle primarie le ha vinte! Seriamente, dove è stato Bersani da capodanno a.. ieri? Dov’era mentre Berlusconi imperversava in ogni programma radio/televisivo? Dov’era il suo programma? “Puff”, spariti. Davvero, fatico a ricordarmi una batosta tanto eclatante. Direte, “ma alla fine hanno vinto”. Sì, vabbé, ciao 🙂

Monti, il simpatico tecnocrate che ha “salvato” il nostro Paese, a queste elezioni non voleva proprio partecipare. E come dargli torto? Dopo la caduta del suo Governo tecnico praticamente passava le giornate a prendere le misure del Quirinale per ordinare i mobili nuovi in vista del trasloco di Aprile. Avrebbe rappresentato la continuità e avrebbe continuato a “rassicurare i mercati” dall’alto della sua nuova posizione mentre Bersani governava saldamente il Paese grazie ad una vittoria elettorale netta. Poi, invece, le cose non sono andate così e io non so davvero spiegarvi il perché. Non so come abbiano fatto Casini, Fini e i vari Montezemolo a convincere l’uomo della Bocconi a fare quello che ha fatto. Voglio dire, Monti in campagna elettorale.. ma ve lo immaginavate? E in effetti è stato un disastro. Il Senatore a Vita non aveva (e non doveva avere) la minima idea di come si imposta un aspro confronto elettorale. Quello è l’habitat naturale dei politici navigati. E i risultati sono stati chiari fin dal primo giorno con continui errori mediatici e “gaffe” di non poco conto. Alla fine comunque porta a casa un risultato discreto, non tanto per i voti raccolti (non si sa ancora se sarà decisivo al Senato) ma più per aver reso possibile un mezzo miracolo: ha cannibalizzato l’UDC e FLI che con lui si erano coalizzati fino a spingere Gianfranco Fini fuori dalla Camera e a far eleggere Casini solo grazie al ripescaggio del “miglior perdente”. Scusate se è poco.

Adesso bisognerà aspettare ancora qualche ora per avere la ripartizione ufficiale dei seggi, dopodiché si potrà iniziare a pensare al futuro: le nuove camere dovranno riunirsi entro metà Marzo e subito dovranno eleggere i due Presidenti. Mai come ora servirà una prima mediazione.. impossibile pensare a due esponenti PD. Poi, a ruota, inizieranno le consultazioni al Quirinale e Napolitano dovrà dare una indicazione su chi avrà il compito di (tentare di) formare un Governo. Bersani, il prescelto, dovrà allora cercare un intesa con tutti, mentre Berlusconi se la riderà sornione. Non è escluso che alla fine l’ingrato compito non tocchi a qualche altro esponente del PD (Enrico Letta, tanto per fare un nome) oppure ancora che non vengano scelte altre esotiche forme di rappresentanza (Governo di Salute, Governo di Unità ecc..). Insomma, alla fine una soluzione si troverà per forza, perché Napolitano non può sciogliere nuovamente le Camere perché si trova nel “Semestre Bianco”. E infatti, di qui a un paio di mesi (Aprile, mi sembra), bisognerà riunire i mille e passa delegati per eleggere il suo successore. Qui, a quanto pare, Bersani e Monti, insieme, avrebbero i voti per mandare al Colle un candidato a loro gradito. Ma i giochi non sono così semplici. Non azzardo previsioni, ma vedo perdere quota le ipotesi più “politiche” che si facevano strada qualche giorno fa (Prodi). Se dovessi sbilanciarmi direi che il prossimo Presidente della Repubblica sarà un outsider gradito a destra, centro e sinistra (il M5S in questo caso non avrebbe praticamente voce in capitolo).

In ogni caso, dopo questa enciclica, ci tenevo a ribadire il mio più incredibile stupore. Non potevo nemmeno immaginare un esito finale come questo. Mi aspettavo, parlando in generale, un CSX sopra al 35%, un CDX di poco sopra al 20% e praticamente al pari del M5S. Il risultato di Monti, invece, l’avevo previsto abbastanza bene. Non riesco a capire cosa abbia portato così tanti elettori a dare di nuovo fiducia a Berlusconi, sapendo che NON AVREBBE GOVERNATO. Davvero, non ci riesco. Illuminatemi!

Quanto a Fare, purtroppo, non c’è stata “trippa per gatti”. Certo, si sono giocati quasi ogni possibilità di elezione con la vicenda Giannino ma anche senza quell’enorme passo falso dubito, visti i numeri, che avrebbe superato il 4% alla Camera. Di questo parlerò prossimamente in un altro post.

Ora vi lascio al live blogging dello spoglio regionale, con un testa a testa annunciato tra Maroni e Ambrosoli in Lombardia.

Venite a trovarmi su http://www.lucazaccaro.it/special/elezioni2013 se ne avete voglia.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Berlusconi ha deciso: non correrà per Palazzo Chigi

Questa volta non può esserci smentita che tenga: Berlusconi ha affidato ad un Comunicato Ufficiale, pubblicato sul Sito Ufficiale del PdL, la decisione di non presentare la sua candidatura a Premier“Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciotto anni fa sono entrato in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d’amore che mi spinsero a muovermi allora. Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po’ di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività”.

Contestualmente rivendica quanto di buono ha saputo fare in vent’anni di politica (compresa soprattutto la scelta di lasciare la guida del Governo per favorire la nascita dell’Esecutivo Monti) e lancia le Primarie (probabilmente il 16 Dicembre), una competizione “serena e libera tra personalità diverse e idee diverse” per scegliere il suo successore.

Chiude il comunicato augurandosi che il Pdl e il suo giovane Segretario Angelino Alfano sappiano riprodurre “il miracolo del 1994”.

Che dire.. questa è sicuramente una delle pietre miliari della Storia politica italiana. Come dicevo poco sopra non è contemplabile un ripensamento a questo punto. Berlusconi ha fatto un passo indietro e, a prescindere dai motivi che hanno ispirato questo gesto (generosità, amor di Patria, processo Ruby, immagine logorata), bisogna prenderne atto.

Per quanto mi riguarda, come ho scritto milioni di volte negli ultimi mesi, non posso che essere felice per questa decisione. Spero che ora Berlusconi riesca a godersi un po’ della sua ricchezza al riparo dalla luce costante dei riflettori e che il Pdl (anche se non è e non sarà il mio Partito) provi a ricostruire una propria identità in questo nuovo corso “post-monarchico”, anche a costo di arrivare a duri scontri al suo interno.

Chiudo qui, perché ormai i motori si stanno scaldando e la campagna elettorale più strana della Storia contemporanea sta per partire. Rimango con alcuni dubbi (cosa farà Casini? Chi saranno i candidati alle Primarie? Cosa deciderà di fare Monti? Quale sarà la reazione di Fini?) che sono sicuro troveranno una risposta a giorni.

A risentirci..

[Omnia / Luca Zaccaro]

 

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29 Settembre

“Lapsus Freudiano” lo chiamerebbero là fuori.. come forse vi sarete accorti sono parecchi anni che “sfrutto” la data del 29 Settembre per fare gli auguri a Berlusconi e scrivere due righe sullo stato del “centrodestra”.

Non fatevi ingannare dalla data del post (è volutamente retrodatata): quest’anno me ne sono completamente dimenticato.

Auguri (in ritardo) Silvio!

Perché me ne sono dimenticato? Molti più impegni personali/lavorativi, certo.
Ma la ragione principale non è questa. La verità, caro Silvio, è che non c’è più nulla di cui parlare: tu non ci sei (politicamente) più e, per motivi prettamente politici, spero che le cose restino così (di una ri-ri-ri-ri-ri-ridiscesa in campo, senza più nulla di concreto da offrire, non sappiamo che farcene).
Anche il “tuo” partito non c’è più. Imploso. Ucciso da lotte intestine e dall’incapacità di gestirne degnamente le redini.
Quello che negli ultimi vent’anni abbiamo chiamato “centrodestra” è sparito. Abbiamo un bacino potenziale di venti milioni di voti dispersi, che aspettano e necessitano una alternativa. Non starò a spiegare (di nuovo) i motivi del fallimento del PdL (quello del 2008). Non mi interessa. Non interessa più a nessuno. Bisogna guardare solo avanti, perché il tempo è poco. L’unica certezza che abbiamo è che nessuno dei protagonisti del PdL può aspirare a posti di rilievo nella nuova, ipotetica, formazione che cercherà di recuperare questi voti dispersi. In realtà non è nemmeno detto che esisterà questa “alternativa”. Oggi, lo ammetto, guardo con interesse alle proposte di Giannino e di “Fermare Il Declino“. Ma è ancora presto per capire cosà diventerà questo movimento d’opinione.

E questo post? A cosa serve?

Serve, una volta per tutte (davvero, non intendo ripetermi oltre), per ringraziare te (e solo te) per quello che hai fatto in questi anni. Perché, nonostante tutto, qualcosa di buono l’hai fatto e la Storia te lo riconoscerà.

Ma da oggi si cambia. Non intendo più spendere una parola che non sia di cronaca politica sul PdL. Perché quello da troppo tempo ormai non è più il partito a cui guardo con interesse. E mi sono ormai convinto che non ci sono possibilità di redenzione.

My two cents, ovviamente.

Grazie di tutto,
time to go now..

PS: per quanto possa valere, il mio consiglio resta sempre lo stesso: goditi la tua immensa ricchezza, lascia la politica, vendi il Milan, cedi definitivamente le tue partecipazioni societarie ai figli e/o a nuovi investitori. Vai a fare quello che ti piace, quello che ti fa felice!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Prospettive

Dopo queste elezioni amministrative è utile fare molto velocemente il punto di quello che ci aspetta e che deve affrontare il (centro)destra italiano, orizzonte politico nel quale (a prescindere dai “volti”) mi sono sempre ritrovato e al quale (penso) continuerò a guardare con interesse.

Partiamo subito con il dire che la Lega di Bossi è morta e sepolta. Non so cosa farà Maroni, ma di sicuro non mi interessa da vicino. Neanche il Terzo Polo, al di là dei soliti proclami, se la passa bene. Sperava in tutt’altro risultato a queste ultime elezioni. Ora Casini ha sciolto l’UDC, lasciando a piedi Rutelli e il povero Fini e guarda con interesse a cosa proporrà da qui a breve il buon Montezemolo ma, anche in questo caso, non è che la cosa mi tocchi più di tanto, perché una D.C. 2.0 non è proprio nella mia lista dei desideri. Certo, poi c’è il PdL.. quella macchina da guerra messa in campo in un pomeriggio da quel genio di Berlusconi che, come previsto, a Berlusconi non è sopravvissuta. Queste elezioni erano il banco di prova non tanto di Alfano (cosa poteva fare?) ma della struttura del partito stesso e della sua tenuta sul territorio. Ha fallito. Miseramente. Adesso aspettiamo di vedere quale era la novità annunciata a suo tempo da A&B ma, ve lo confesso, non nutro molte speranze.

Cosa voglio dunque io nel 2013? Un Partito di Destra. Liberale. Senza socialisti e ombre oscure. E’ chiedere troppo? Probabilmente. Ma che ne è della (fantastica) proposta del grande Oscar Giannino? Noi siamo qui ad aspettare! Ah ecco.. un’ultima cosa.. non fate l’errore di credere che il centrosinistra sia oggi maggioranza nel Paese. Il vincitore di queste elezioni, seppur locali, è solo l’astensionismo. In più tutte le forze politiche dovranno affrontare a breve il fenomeno del M5S traslato a livello nazionale per cercare di capire cosa potrebbe succedere nel mese di Aprile del prossimo anno.

PS: ho scritto questo articolo lunedì (21/05). Ieri (23/05) ho appreso con piacere, sempre dall’amico Camelot, che un “uccellino” avrebbe spifferato l’effettiva discesa in campo di Oscar. Speriamo sia così perché, se è vero che l’Italia non ha bisogno di “deus-ex-machina”, è vero anche che serve qualcuno con lo spessore e la cultura del sopracitato, soprattutto in materia di economia. E chissà se riusciremo mai a vedere il grande Antonio Martino al Ministero dell’Economia..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Pdl.it Nuova Versione

A diciott’anni esatti dalla celebre “discesa in campo” (il corsivo è d’obbligo, è ormai una citazione), il movimento politico di Silvio Berlusconi sembra voler festeggiare la maggiore età con una nuova versione del sito ufficiale. Più volte annunciata e rinviata, la presentazione è avvenuta ieri pomeriggio contestualmente al lancio in rete. Senza perdere altro tempo passiamo subito all’analisi (assolutamente personale) del lavoro svolto su questo sito.

Come sapete sono sempre stato un po’ cattivello nei confronti dei siti della “galassia berlusconiana”: prima troppo “1.0”, poi votati al paradigma “immagine-pdf”, poi troppo poco “social”.

Questa nuova versione (se ho ben contato dovrebbe essere la quarta Major Release contando anche ForzaItalia.it) si presenta bene, la gestione dello spazio è abbastanza azzeccata e piacevole e non ci sono visivamente impatti che fanno gridare allo scandalo. La struttura è molto semplice. Dall’alto in basso abbiamo header con logo di partito e santo del giorno, menù navigazionale, slider (javascript, bene bene!) con le notizie in evidenza, tabella 2×4 con le ultime notizie secondarie, ultimi messaggi twitter provenienti da account selezionati (è possibile rispondere e retwittare), canale Youtube affiancato all’immancabile “Spazio Azzurro” (un po’ “rinfrescato”, ora scorre!), pagina Facebook del Capo Silvio Berlusconi affiancata (alla destra del padre) dalle ultime notizie del blog di Alfano. Concludono la pagina varie ed eventuali pidielline.

C’è da dire che, dopo qualche “problemino” del primo giorno, il sito è validato dal W3C come XHTML 1.1 e questo fa sicuramente bene.. anche i CSS e gli script JS sono gestiti abbastanza bene, così come abbastanza ragionata è la struttura lato codice dell’intera pagina.

La prima cosa, notata da tutti, è che questo sembra non essere “il nuovo sito del PdL” ma l’ennesimo “altare” a Silvio Berlusconi (il suo faccione campeggia ovunque!). Ma questa è un’altra storia, e sicuramente le cose miglioreranno col tempo.

Questa volta la parte Multimediale è ben curata, anche se il canale Youtube ci sembra un po’ poco per uno che ha la fama di “Re delle Televisioni”.

Per quanto riguarda la parte Social invece ho trovato “ragionevole” la scelta di non includere hashtag nella barra di Twitter (troppo “pericoloso”) ma una cosa mi chiedo: dove sono i pulsanti “Mi Piace” e “+1”? Già gli articoli non sono commentabili (il capo ha già aperto le porte di casa con lo Spazio Azzurro), come pensano di condividere quello che scrivono?

Ecco ora qualche piccola cosa che mi ha lasciato perplesso:

1) Alcune voci di menù portano ad errori 404. Ad esempio la sezione sui regolamenti dei congressi.

2) Ho trovato un po’ dispersivo linkare l’intera sezione “Cosa Facciamo” sul sito del (defunto) Governo Berlusconi. A me sembra un brutto messaggio. Sembra che dopo quel Governo il PdL non sarà in grado di fare altro.
3) Alcune immagini (soprattutto nei Meta Tag) portano ancora nel nome l’acronimo di Forza Italia. Che sia un segnale?

Ecco infine un paio di spiacevoli effetti CSS:

1) La barra separatrice del menu (bianca) sovrascrive il blu del menù stesso di 1 pixel

2) In caso di slider “azzurro” il sotto menù è indistinguibile dal contenuto dello stesso slider

Insomma, questo sito è ancora in fase di rodaggio, ma si può dire che è nel complesso un buon prodotto. Forse non all’altezza di altre realtà della rete e sicuramente non ai livelli di quella che potrebbe essere l’influenza di una personalità come Berlusconi nel mondo digitale del 2012 ma essendo questo uno dei primi tentativi da parte del partito di “aprirsi” davvero alla rete sono fiducioso del fatto che il partito possa recepire i messaggi che dalla rete arriveranno e adeguare i suoi strumenti per offrire ai militanti e ai cittadini uno strumento ancora migliore per condividere le proprie idee, i propri sentimenti e le proprie battaglie.

PS: vi prego, eliminate quell’orrendo “Dall’Internet”!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Nuovo portale PdL rinviato.. Con sorpresa

Oggi pomeriggio intorno alle 17 doveva avvenire la presentazione del nuovo portale del PdL (www.pdl.it) alla presenza di Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Antonio Palmieri (responsabile Internet del partito).

In realtà nella serata di ieri due comunicati (rispettivamente sul sito del PdL e sul blog di Palmieri) hanno annunciato che la presentazione è stata rinviata a settimana prossima e hanno promesso una “sorpresa”.

Ora, appurata la necessità di rinnovare “in toto” il sito del PdL, quale potrebbe essere la “sorpresa” annunciata?

1. Un dominio “.xxx” (Oh, sto scherzando eh!!)
2. L’integrazione completa della nuova WebTV tante volte annunciata
3. La creazione (o, meglio, la razionalizzazione) di un Network di infrastrutture e sostenitori (Circoli, Forza Silvio, Governo Berlusconi ecc..)
4. La possibilità, da parte dei cittadini, di comunicare direttamente con TUTTI gli eletti
5. Altro

Secondo me la grande sorpresa sarà la WebTV, su cui verrà messo a disposizione come “lancio” il video della Discesa in Campo in versione e qualità originale senza i loghi delle emittenti TV.

E secondo voi? Cosa vorreste dal nuovo portale del PdL?

Io ovviamente sarò qui a commentare non appena la nuova versione verrà presentata.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Appesi a un filo

— Aggiornamento: 12/01/2012 15:30 —

Nell’ambito dell’operazione #operationitaly (come da loro descritto su twitter), Anonymous ha lanciato un DDOS contro italia.gov.it (down da parecchi minuti)

— Aggiornamento: 12/01/2012 15:25 —

La Camera ha negato l’autorizzazione alla custodia cautelare nei confronti di Cosentino (PdL). Il risultato della votazione è il seguente: presenti e votanti 607 (ma Fini ha votato?), maggioranza 304, favorevoli 298, contrari 309. La Stampa calcola che, contati gli assenti, sarebbero circa 74 i voti “inaspettati” contro l’arresto provenienti da Pd, UDC e, soprattutto, dalla Lega. Considerazioni giustizialiste a parte c’è da dire una cosa: il grande sconfitto di oggi è Maroni. E la “Caporetto”, a mio parere, è talmente clamorosa da non escludere nulla. Restiamo a vedere. Solo una nota per tutti quelli che scrivono che Cosentino è “salvo”. Non è così: è stata negata l’autorizzazione alla carcerazione PREVENTIVA ma le indagini proseguono.

Da riportare inoltre la notizia che la Consulta ha BOCCIATO entrambi i quesiti referendari sulla riforma elettorale solo poche ore prima di questo voto. Naturalmente in molti hanno subito visto un “collegamento” tra questa decisione e l’esito finale della lotta intestina della Lega sulla votazione in Aula.. mah..

— Aggiornamento: 12/01/2012 12:55 —

Cosentino, appena arrivato in Aula, ha assicurato che si dimetterà dalla carica di coordinatore campano del PdL indipendentemente dall’esito della votazione che ci sarà tra poco. C’è molta incertezza in merito al risultato e soprattutto per quanto riguarda il comportamento dei leghisti, che sembrerebbero però voler seguire le direttive del “nuovo capo” Bobo Maroni.

— Articolo Originale: 12/01/2012 09:34 —

Oggi, verso le 12:30, la Camera vota sulla richiesta di arresto nei confronti di Cosentino, esponente di spicco del PdL ed ex sottosegretario del Governo Berlusconi IV. Non sarà soltanto un voto sulla persona ma, a mio avviso, quello che accadrà tra poche ore potrà avere ripercussioni future sugli equilibri politici.

Per prima cosa si testa la situazione all’interno della Lega: Maroni, ormai molto lontano da Berlusconi e dal PdL è in procinto di “prendere possesso” del suo partito, ha annunciato solo poche ore fa il voto positivo all’arresto della Lega in Commissione. Ieri sera invece è arrivato Bossi (formalmente ancora “il capo”) che ha lasciato libertà di coscienza sul voto di oggi in Aula. Chi la spunterà? Lo vedremo dai risultati. Certo, se il partito voterà compatto per l’arresto vorrà dire che Maroni ha definitivamente vinto la battaglia, mentre se ci saranno evidenti spaccature Bossi potrà ancora rivendicare per sè stesso ed il “cerchio magico” un posto importante al tavolo delle trattative.

In base a come si comporteranno i “padani” in Aula potrebbero anche cambiare in modo netto i rapporti futuri tra Lega e PdL: se la maggioranza degli uomini di Bossi (o di Maroni?) voteranno a favore dell’arresto, un accordo futuro tra i due partiti si fa sempre più improbabile e questo non porterà ad altro che all’accelerazione del movimento verso il centro di questo sfaldato PdL.

Berlusconi (o, meglio, il PdL) ha anche paura del comportamento degli altri partiti: se, tolta la Lega e lo stesso partito di Cosentino, dovessero arrivare solo “sì” all’arresto, la votazione di oggi potrebbe essere considerata una specie di “svolta”, di “cambiamento epocale” (La Stampa parla addirittura di “distruggere definitivamente il Berlusconismo” ma pare un po’ eccessivo). Certo è che però il significato politico sarebbe evidente e la posizione del PdL parecchio indebolita.

Per questi motivi credo che non sia solo il destino di Cosentino ad essere “appeso a un filo” ma quello dell’intero impianto politico attuale (e del prossimo futuro).

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Bossi, Berlusconi, Lega & PdL

E’ vero: è dalla sera delle dimissioni del Cav. che non parlo di politica.
Oggi leggo che, tra mille farneticazioni, Bossi avrebbe detto che Berlusconi: “sta con i comunisti” in quanto ha deciso di far sostenere al “suo” Pdl il Governo del Presidente Napolitano guidato da Mario Monti.
Ora, non mi piace il modo con cui è stato “ucciso” il Berlusconi IV e non mi va a genio questo stato di “Sospesa Democrazia”, ma è tempo di spendere due paroline in merito.

Primo punto: cos’è la Lega? Cos’è il PdL?

La Lega è oggi un partito che non sa più dove sbattere la testa. Sta perdendo quello che è sempre stato il suo “dominus” e, come sempre avviene in questi casi, è iniziata (da tempo, a dirla tutta) una feroce lotta fratricida tra gli “eredi del padrone” (quello che viene definito il “cerchio magico”) e l’ala guidata da Bobo Maroni. Dopo (tanti) anni di Governo si è ormai giocata la carta di “Roma ladrona” che spenna la “gente del Nord”. Lancia macumbe contro i duri provvedimenti dei giorni che verranno, “dimenticandosi” che gran parte di quei sacrifici li ha imposti il “suo” Governo Berlusconi, riapre il Parlamento del Nord (tanto per non buttare via soldi), promette (di nuovo??) la Secessione e scommette sul fallimento dell’Euro annunciando che allora la Padania conierà la sua moneta per non dover più sostenere con la Lira il Meridione. Insomma, discorsi che in questo momento storico ci danno una chiara immagine di cosa sia la Lega e di cosa si appresta ad essere in futuro. Ah, quasi dimenticavo.. Bossi avrebbe anche annunciato che “Tremonti viene con noi”. Finalmente una buona notizia! Notevole, in merito, il commento che viene attribuito dal Corriere della Sera ad Antonio Martino (sapete, uno dei pochissimi Liberali del PdL): “L’unica cosa positiva in questa situazione di assenza di democrazia è che abbiamo solo un Monti. Ci siamo liberati di Tremonti, fuori dalle scatole. Potrebbe sempre tornare, certo. Però come ambasciatore di Bossi in Germania. Magari rappresentante della fantomatica e inesistente Padania”. Cosa altro aggiungere?

Il PdL.. il PdL oggi semplicemente non esiste. In attesa di scoprire, alla prova dei fatti, quali sono le idee di Alfano e quali conseguenze porteranno, il partito è “Sospeso”, insieme alla Democrazia. Zitto il capo (che non può permettersi di parlare troppo anche perché non ha ancora ben capito come andranno a finire i giochi) ognuno parla per sé. Ci si preoccupa di non perdere il vitalizio e quindi si vota, a volte a malavoglia, la fiducia a Monti. Non si vedono all’orizzonte prospettive concrete, nuove scommesse. Ci si avvia verso una stagione di congressi con l’ombra lunga dei “signori delle tessere” che sembra riportare tutto indietro di parecchi decenni. Ci sono le onnipresenti indiscrezioni che parlano in un prossimo futuro di nuova DC con Centro-PdL, UdC e Centro-PD. Cosa che sicuramente piacerebbe a molti (vuol dire Governo garantito per un altro ventennio), ma che al solo pensiero fa rabbrividire me e chi sognava una destra liberale. Insomma, se mai è esistito un vero partito dal nome “Popolo della Libertà”, oggi questo ci appare come una macchia indefinita, perennemente in cerca della propria identità.

Secondo punto: Chi è Bossi, chi è Berlusconi?

Di pari passo con lo sfascio dei due partiti possiamo parlare del destino dei rispettivi leader indiscussi, assoluti protagonisti dell’ultimo ventennio d’Italia.

Bossi, provato dall’Ictus e ormai avanti con gli anni, non ha speranze di continuare a controllare il partito che è stato sua esclusiva proprietà per tutti gli anni 90 e gli anni 2000. Per ora “si ride e si scherza” ma quando, a breve, si tornerà a parlare di alleanze e di elezioni, verranno fuori i nuovi poteri. E l’Umberto, insieme alla sua schiera di fedelissimi, rischia di non portare a casa molto.

Berlusconi si trova in uno stato di “ibernazione forzata”: non ha nessuna chance di essere protagonista nella prossima corsa per Palazzo Chigi né tantomento in quella per il Quirinale (entrambe nel 2013) e la Carta di Identità ci dice che probabilmente non ci saranno occasioni nemmeno in un futuro più remoto. Il suo partito (fatto pur sempre il larga parte da democristiani e socialisti) ha capito l’andazzo e preferisce “tirare a campare” per non perdere il treno dei privilegi che il potere porta con sé. Il mondo delle sue aziende è così cambiato che un suo ritorno arrecherebbe più danni che altro e ancora non ha ben chiaro cosa ne sarà dei suoi processi (che, per quanto ora non siano più una priorità per i “poteri forti”, vanno sempre portati avanti). Oggi, per la prima volta da quando è un uomo ricco e potente, Berlusconi non ha idea di quello che succederà domani, né se (e come) potrà farne parte. Non può giocare d’azzardo come al solito, perché un errore in questa fase potrebbe costare davvero caro. Silvio deve studiare molto bene le prossime mosse, o rischia di dover passare i prossimi lustri a fare il (ricchissimo) Presidente del Milan. Il lungo lavoro che sta compiendo con (e su) Alfano è la prova di come stia tentando di costruire un futuro che lo veda protagonista anche se non più sul palco ma dietro le quinte. Ma chissà come finirà? Basteranno i suoi investimenti (e la preparazione di Alfano, che non va messa in nessun modo in dubbio) per risollevare o ricostruire il partito unico di centrodestra?

Terzo punto: cosa succede domani?

Ci troviamo in un momento storico molto delicato. L’Euro, quello del 2002, è praticamente fallito. L’Europa non se la passa affatto bene e in Italia viviamo in un momento di “Sospesa Democrazia”. Sicuramente è un momento che può tornare utile per riorganizzare l’intero assetto politico (il vero e proprio sconfitto di tutta questa storia) e ripartire, dopo la parentesi Monti, con qualcosa di più vero, più Giusto, più Competente e più Trasparente. Sarebbe una buona consolazione dopo tutto quello che ci è toccato subire e che ci toccherà subire nei mesi a venire. Ma non bisogna abbassare la guardia, perché è proprio in questi momenti di “confusione” che si giocano le partite oscure, quelle delle trame “sottobanco” che non si vedono fino a quando non te le ritrovi al Potere.

Auguri, Italia!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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PdL, rivoluzione 2.0 (?)

In passato (vi prego, non chiedetemi i link.. sono tanti!) ho più volte criticato la presenza di Forza Italia prima e del PdL poi su Internet. Il sito “Azzurro” era in pieno stile 1.0 e non ha ricevuto significativi aggiornamenti fino a poco prima della chiusura a favore de “ilpopolodellaliberta.it”. Cambia il dominio e arrivano i primi miglioramenti, ma la sostanza resta quella di un portale abbastanza statico e la partecipazione dell’utente resta ridotta all’ormai anacronistico “Spazio Azzurro”. Poi è stata la volta di “pdl.it” ma si è trattato solo di un semplice “redirect” visto che il sito non è stato toccato minimamente (almeno macroscopicamente). Ora ci giunge voce, dal blog dell’On. Palmieri (responsabile Internet del PdL) che entro i primi di Dicembre verrà presentato il nuovo sito e che Berlusconi ha dato mandato di aprire le casse del partito in favore di una “Rivoluzione multimediale”. Non so bene cosa questo significhi ma, visti i tempi, non mi resta che aspettare. C’è da dire che negli ultimi anni sono già stati fatti molti sforzi in questo senso (penso alle pagine Facebook, ai video ecc..) ma ancora manca quel senso di “unione” e soprattutto di INTEGRAZIONE tra i molti servizi che servirebbe per offrire un portale davvero ben fatto e a portata di cittadino 2.0. Non so se il PdL sarà il “mio” partito alle prossime elezioni, ma questo non toglie che una “transizione 2.0” dello stesso non può che farmi piacere.

Prometto che entro l’inizio del prossimo anno passerò in rassegna i siti dei maggiori partiti politici italiani (come facevo un tempo) per monitorarne l’evoluzione.

A presto e.. buon lavoro all’On. Palmieri e agli sviluppatori del sito del pdl 😉

PS: se serve un beta-tester..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Ciao (e, nonostante tutto, grazie)

+++ Dodici Novembre Duemilaundici. Ore Ventuno, Quaratuno Minuti e Trenta Secondi. Silvio Berlusconi si è dimesso dall’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. +++

Non è la caduta di un Governo. E’ la fine di un’era.

Silvio lascia perché è stato messo nella impossibilità di continuare il suo operato. Lascia pur sapendo di perdere una leadership, un partito e una coalizione di Governo. Lascia consapevole del fatto che del “suo” PdL, di quello che aveva immaginato nei suoi più “azzurri” sogni come casa di tutti i moderati, non resterà che uno sbiadito ricordo da qui a pochi mesi. Lascia con il cruccio di non aver saputo “costruire” un erede. Lascia ferito, stra-convinto di essere stato tradito dai poteri forti che da anni lo avrebbero messo nel mirino, ma anche e soprattutto dal “vile tradimento” degli amici più stretti, quelli a cui era riuscito a cambiare la vita e che pensava riconoscenti in eterno.

Lascia, fatemelo dire, con le lacrime agli occhi dopo aver visto come lo hanno accolto quelle 150/200 persone fuori da Palazzo Chigi e dal Quirinale. Perché lui, all’acclamazione della “gggente”, ci tiene davvero, da sempre. E sono queste cose a ferirlo. Più di un freddo voto parlamentare.

Se ne va Berlusconi. Certo, non come aveva immaginato di fare non più di tre anni e mezzo fa. Pensava, sperava, di riconsegnare al suo successore un’Italia migliore, più libera e moderna. Non ci è riuscito. Non ci è andato neanche vicino.

La colpa è sua? Certo. Perché quando decidi di fare il Presidente del Consiglio ti devi anche prendere carico di tutte le responsabilità che l’incarico impone. Fallimenti (soprattutto) compresi.

La colpa è SOLO sua? No. Assolutamente no. Spero lo capiscano, in fondo in fondo, quelle persone in festa al Quirinale. Quelle persone che giubilano alla fine di una dittatura (?) non del tutto consci del fatto che da lunedì dovranno versare lacrime e sangue.

Nell’ultimo anno, a partire dall’estate del 2010, ho più volte invocato a gran voce la fine del “Berlusconi IV”. Non aveva tenuto fede alle promesse elettorali e nulla faceva sospettare che il futuro sarebbe stato diverso. Silvio doveva dimettersi poco dopo il voto del 14 Dicembre scorso, dando il là ad un altro Governo di centrodestra allargato a Fini e all’UDC.

Ha scelto di andare avanti. Dando visibilità agli Scilipoti di giornata. Solo per sopravvivere. E questo è stato l’errore fatale. Giocandosi reputazione e credibilità in un sol boccone.

Detto questo, a mio modestissimo parere, a Silvio dobbiamo anche dei grossi “GRAZIE”. Lo dobbiamo ringraziare per aver sconfitto sul nascere la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, per aver portato anche in Italia l’idea di un sistema Bipolare in cui ci sono due soli schieramenti contrapposti, lo dobbiamo ringraziare per aver reso possibile (anche se non per via costituzionale) l’indicazione delle alleanze e del candidato Premier sulla scheda elettorale. Lo dobbiamo ringraziare per aver tentato, fallendo, di dare vita ad un grande partito unico di centrodestra. Lo dobbiamo ringraziare per mille altre ragioni.

Si tenga in ogni caso presente che oggi, insieme a Berlusconi, cade la Politica intera. Cade la Democrazia. Domani nascerà un Governo che non ha legittimazione popolare. Berlusconi resta intimamente e fermamente contrario a questo scenario perché collide in toto con la sua idea. Ma è stato costretto a fare quello che ha fatto. Ha cercato fino all’ultimo di mettere dei paletti a quello che sarà il Governo Monti. Piaccia o non piaccia Berlusconi mantiene ancora (?) una maggioranza parlamentare almeno al Senato.

Cosa ne sarà di noi? Lo scopriremo solo vivendo. Saranno settimane, mesi difficili. Speriamo almeno che serva a qualcosa e che quando torneremo al voto ci sarà di nuovo tempo per speranze e nuovi orizzonti.

Per il momento, costi quel che costi, io ci tengo a fare una precisazione “a caldo”, sicuro che tra qualche anno sarà pensiero comune:

“Ciao e grazie, Silvio”.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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