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È Finita

Berlusconi Crisi

Silvio,

in fondo mi stai simpatico, non l’ho mai negato. A livello personale posso anche essere dispiaciuto per quello che ti è capitato in questi ultimi giorni, ma ci sono comunque un paio di cose che devi sapere..

“Innocente fino a prova contraria” – Così si ripete spesso quando un’indagine (o anche solo un sospetto) prende di mira un cittadino italiano. E ci mancherebbe! Il garantismo è una cosa seria!

Ma, da cittadino italiano, bisogna accettare che se tutti e tre i gradi di giudizio previsti dal nostro Paese arrivano alla medesima conclusione questa è definitiva.

Un condannato in Cassazione è colpevole. Punto.

Non mi interessa cosa pensi tu o cosa penso io della Magistratura, di quel Giudice o di quella Toga. Colpevole. Punto.

Come un qualsiasi altro cittadino nella tua stessa situazione ora è tempo di accettare il verdetto e scontare la pena stabilita senza se e senza ma. Altro che chiedere la grazia!

In più, dato che non sei un comune cittadino ma un leader di partito e di coalizione, nonché Senatore della Repubblica italiana, ci sono un paio di cose in più che andrebbero fatte prima di decidere dove trascorrere il periodo agli arresti domiciliari o dove prestare servizi sociali:

– In primis dovresti presentare spontaneamente le dimissioni dalla carica di Senatore perché è semplicemente inconcepibile che un pregiudicato sieda in Parlamento

– In secondo luogo dovresti dimetterti, almeno ufficialmente, dalla presidenza del PdL (o di Forza Italia 2.0, o di come diavolo si chiama ora il partito) e smettere di annunciare candidature per la prossima campagna elettorale.

Secondo il mio modestissimo parere avevi imboccato la strada giusta a Novembre di due anni fa quando, nonostante tutto, avevi presentato spontaneamente le dimissioni dalla Presidenza del Consiglio e ti eri di fatto ritirato dalla politica attiva. Poi, mio malgrado, ho dovuto sorbirmi tutta la storia della “ri-discesa in campo” (per quanto, visti i risultati delle ultime politiche, non posso non riconoscere che si è trattato di una scelta vincente).

E invece eccoci qui.. per il momento quindi non faccio altro che riproporti quello che vado ripetendo da parecchio tempo ormai: goditi i tuoi soldi e il tuo successo, inizia a costruire i famosi ospedali in Africa ma ti prego, basta con i comizi e con i “Io sono innocente, riformerò la Giustizia e abbasserò le tasse”. Basta davvero.

Con affetto,

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Berlusconi e il Voto Utile

Fare 2013

Il voto, in quanto diritto e dovere, è sempre “Utile“.

Detto questo, quando Berlusconi parlava di “voto utile” nel 2008 potevo anche essere d’accordo: si cercava una vera svolta bipolare, con la sinistra estrema fuori dal Parlamento (come poi è stato) e con due grandi formazioni (PdL+Lega / Pd+IdV) a contrapporsi in Aula lasciando ai centristi e agli estremisti le briciole. Le cose sono andate proprio così, ma abbiamo presto capito che il nostro Paese (o, meglio, i suoi rappresentanti politici) non è ancora pronto a questo tipo di rappresentanza.

In queste stranissime elezioni 2013, una sorta di riedizione del “peggio” visto negli ultimi vent’anni, l’unica accezione che può avere il concetto di “voto utile” è, sempre a mio parere, quello riferito ai “partiti-civetta”, ovvero quei movimenti che puntano su assonanze di sigle o similitudini di loghi per catturare qualche elettore disattento.

Quando però sento Berlusconi che chiede a Giannino e al suo partito Fare (per Fermare il Declino) di ritirarsi perché sarebbero voti buttati e perché quelle proposte sono incluse nel programma del PdL io dico che non ci sto.
Il Cavaliere è preoccupatissimo perché probabilmente i suoi sondaggi-super-segreti (e spesso super-precisi) stimano il movimento di Oscar ben al di sopra di quanto segnalato dagli altri istituti, soprattutto in Lombardia. In questa regione (ieri si parlava dei “paesotti del varesino e della bergamasca”) si decideranno gli equilibri del prossimo Governo: se Berlusconi riuscisse a strappare la Regione alla sinistra, quest’ultima non riuscirebbe ad avere una maggioranza stabile al Senato (qualcuno ha detto Prodi?) e il PdL vedrebbe così accrescere di molto il suo peso politico con il minimo sforzo. Ma c’è un problema: il vantaggio del centrodestra attualmente sembra esiguo (un paio di punti al massimo) e un exploit di Fare non farebbe che “rubare” voti al PdL e alla Lega favorendo, di fatto, la sinistra.
Il discorso, anche in questo caso, potrebbe essere sensato: Berlusconi chiederebbe la “desistenza” di Fare in Lombardia per poi portare gli ideali di questo piccolo movimento fino a Roma, una volta conquistati gli importantissimi seggi del Senato.
Se non fosse che Berlusconi si contraddice proprio con le sue parole: “tutti i suoi 10 punti (quelli di Fare, ndr) sono nel nostro programma”. Eccolo il problema, caro Silvio! Sarà anche vero che quei concetti sono nel tuo programma.. ma sono lì, inchiostro su carta e niente più, dal lontano 1994! Nel frattempo, mentre quei buoni propositi venivano riproposti elezione dopo elezione, la realtà dei tuoi Governi parlava di tasse, spesa pubblica e via dicendo.

Questi, ovviamente, i “my two cents”.. benissimo ha fatto Giannino a rispondere a tono a questa (estrema?) promessa di Berlusconi.

Voi che ne pensate?

Per la cronaca, come vado ripetendo da un bel po’, io sono un liberale, ex Berlusconiano (o meglio, ancora Berlusconiano.. è Berlusconi che non è più Berlusconiano) e ora pieno di speranze nei confronti del movimento di Giannino senza però esserne membro.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Fare (per Fermare il Declino)

Fare 2013

Qualche giorno fa vi raccontavo le mie impressioni sulla serata di Berlusconi nell’arena di Santoro, di come secondo me il Cavaliere ne fosse uscito mediaticamente vincente ma anche di quanto politicamente fossero inconsistenti le sue argomentazioni.

Visto che alle elezioni si premiano le idee, i progetti e i programmi e non la capacità di apparire in TV credo sia tempo di pensare a chi destinare il mio voto.

Saremo chiamati alle urne il 24/25 Febbraio e ormai la campagna elettorale è ufficialmente iniziata. Escludendo le liste “civetta” e gli “improvvisati” il panorama che ci troveremo di fronte sarà questo (da “sinistra” a “destra”): ci sarà presumibilmente una federazione dei Comunisti “duri e puri” (PDCI, PCL, ecc..) poi il movimento di Ingroia appoggiato da Di Pietro, quindi il PD di Bersani e Fassina con
l’apporto determinante di Vendola. Al centro “spicca” l’agenda Monti che si materializzerà come un’unica lista al Senato e con la divisione Monti/UDC/FLI alla Camera. Quindi troviamo l’alleanza PDL/Lega/Destra/MPA/GS (di cui non si conosce il candidato Premier). E poi c’è il M5S di Grillo che fatico non poco a collocare in questa logica.

Ecco i miei personalissimi pensieri.

Escludo a priori qualsiasi movimento a supporto del Comunismo e non penso serva spendere una sola parola in più. Stesso discorso per quanto riguarda Di Pietro, Ingroia, De Magistris et similia.

Il PD non potrà mai essere il mio partito, né se guidato dal “moderato” Renzi né tantomeno sotto la direzione di Bersani/D’Alema/Bindi/Fassina. Semplicemente non reputo giuste le loro idee e i loro progetti per il mio Paese.

Il discorso sulla alternativa offerta da Monti è un po’ più complessa. Non sono stato un grande fan di questo ultimo Governo.. ammetto che alcune decisioni sono state obbligate ma sono anche convinto del fatto che siano stati commessi troppi errori per un esecutivo che si professava “tecnico”. Monti ha sicuramente contribuito a risollevare l’immagine dell’Italia in Europa e nel mondo ma mentre lo Spread calava e le aste dei BOT andavano sempre meglio, al di qua delle Alpi la vera economia peggiorava sempre di più, insieme alla condizione sociale. Tasse, tasse e ancora tasse. Questo il refrain di questi 12 mesi. Null’altro. Aggiungete a questo il fatto che al Professore siano legati i nomi e i partiti di Casini & Fini ed ecco motivata la mia decisione di non prendere in considerazione questa
scelta per le prossime elezioni.

Non voterò Grillo e non ho mai pensato di farlo. Non mi piace il modo con cui ha sempre cavalcato l’onda dell’Antipolitica, non mi piace il modo con cui viene gestito il “movimento”, non mi piace il fatto che la gran parte dei suoi candidati non abbia l’esperienza necessaria per guidare il Paese. Insomma.. non mi piace e non voglio essere partecipe del suo eventuale successo.

Arriviamo alla questione PDL/Lega/Varie&Eventuali.. credo di aver già speso troppo inchiostro “digitale” in questi due anni per dire che Berlusconi non è (più) adatto a guidare il Paese e che il PDL senza di lui non riuscirebbe a sopravvivere. Aggiungiamo il fatto che tra i suoi alleati ci siano la Lega (degli ultimi anni) e, tra gli altri, l’MPA di Lombardo che ultimamente in Sicilia ha governato con TUTTI ed ecco in breve il motivo per cui non voterò questa coalizione. Cosa farebbero una volta eletti? Non sarebbe niente altro che l’armata brancaleone proposta da Prodi nel 1996 e nel 2006.

Cosa fare dunque? Scheda nulla. Forse.

O forse no.

Perché qualche mese fa il giornalista Oscar Giannino ha selto di impegnarsi in prima persona fondando il movimento “Fermare il Declino” che propone 10 ricette per fermare (appunto) il declino di questo Paese e riportarlo sulla retta via. Si tratta di un programma dallo stampo fortemente liberista, che vi consiglio di leggere. Pur senza grandi possibilità economiche alle spalle il
movimento è cresciuto e si è ben radicato (soprattutto al Nord). Recentissimamente Giannino e il suo team hanno deciso di correre alle elezioni fondando il partito “Fare” basato sul movimento sopracitato. Io non posso dirvi se questa è davvero la ricetta giusta. Non ho modo di valutare il loro operato perché si tratta di una novità assoluta. Ma ho deciso di dare loro fiducia con il mio voto alle
politiche. In questo momento non posso offrire al movimento altro supporto che la propaganda digitale, spero di fare la mia piccola parte nel raggiungimento del traguardo necessario per entrare, seppur con una piccola rappresentanza, in Parlamento.

Un paio di consigli a Giannino e al suo enturage: serve ASSOLUTAMENTE una svolta nella comunicazione politica per portare all’attenzione di TUTTI gli italiani (di TUTTE le estrazioni sociali) l’esistenza del partito/movimento e soprattutto serve riscrivere il “programma” in modo che sia comprensibile da TUTTI gli italiani e non solo da chi ha un paio di lauree in economia.

Il partito mette a disposizione una pagina sul suo sito per finanziare le spese elettorali a questo indirizzo.

Ecco il mio voto, Oscar. Fanne buon uso.

PS: non ho ancora deciso cosa fare per quanto riguarda le elezioni regionali lombarde, ma questa è un’altra storia..

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Sipario

Nel 2008 ho votato Silvio Berlusconi. Sapevo che avrebbe raccolto una maggioranza numericamente importante sia alla Camera che al Senato e, non senza scendere a compromessi con me stesso su qualche questione, ho deciso di concedergli il mio voto nella speranza che, in mezzo a tutto quello che sarebbe potuto accadere, sarebbe saltato fuori anche qualche provvedimento davvero utile per curare e cambiare questo Paese malato.

Speravo. Mi illudevo.

Come ho avuto modo di riconoscere pubblicamente su questo blog a partire dalla metà del 2010 il Governo Berlusconi IV si è dimostrato assolutamente inadeguato a risolvere i problemi dell’Italia e a contrastare la tremenda crisi che ha avvolto tutto l’Occidente. Ho sempre dato la colpa di questo fallimento in primo luogo al Cavaliere (in quanto capo assoluto della maggioranza) senza mai dimenticare che in realtà i colpevoli erano numerosi.

Ho apprezzato la “decisione” di farsi da parte nel Novembre del 2011 e il tentativo di far crescere il partito senza di lui e ho criticato aspramente la decisione finale di ricandidarsi alle elezioni 2013.

E’ palese che non voterò Silvio Berlusconi (né tantomeno il PdL) alle prossime elezioni Politiche.

Stop. Niente altro da dire in merito.

Volevo regalarvi i “My Two Cents” riguardo l’evento mediatico di ieri sera che, mio malgrado, mi sono sorbito per intero. Perché sapevo che alla fine non avrei cambiato idea, ma lo sentivo come un (ultimo) atto dovuto.

Berlusconi da Santoro (e da Travaglio, da Vauro, dal pubblico ostile e in terra straniera). Una di quelle cose che non ricapiteranno più.

Partiamo dagli obiettivi che le due parti probabilmente si erano prefissati: Santoro sperava di fare audience e, perché no, punzecchiare il Cavaliere per minarne la credibilità (?), Travaglio sapeva di avere “l’occasione della vita” e lo stesso Berlusconi voleva dimostrare il suo “coraggio” e voleva arrivare a fine serata senza essere stato “distrutto” politicamente.

Quello che mi sono trovato di fronte, sin dai primi minuti di trasmissione, è stata una occasione persa. Non che io nutrissi qualche speranza, ma alla fine più che una tribuna politica in cui si parlasse di futuro e di programmi si è trattato di un talk-show, un varietà di intrattenimento.

Pericoloso, perché abbandonando la Strada Maestra non si può che fare un favore all’ospite del giorno. Che infatti non ci mette molto a trasformare il programma in cui teoricamente doveva essere la vittima nell’ennesimo comizio. Con grande maestria, bisogna ammetterlo, Berlusconi è riuscito a plasmare la serata: invece che parlare alla “Testa” degli italiani (con dati, programmi, idee) ha imboccato i binari a lui tanto cari della “Pancia” calandosi nel pensiero dell’Italiano Medio e raccontandogli favole. Santoro, che sicuramente è molto bravo in quello che fa, non è riuscito a invertire la rotta e questa non può che essere considerata una vittoria clamorosa del Cavaliere. Perché una volta partito non lo si può fermare. Certo, non ha detto nulla di nuovo e non ha fatto cambiare idea a nessun cittadino già schierato ma sicuramente ha riconquistato voti in quel bacino elettorale che si era prefissato di “colpire”. Magistrale, davvero. Bravo anche a non perdere (quasi) mai il controllo, complice un Santoro forse troppo “soft”.

Ad un certo punto in redazione devono essersi accorti della piega che stava prendendo la serata e hanno giocato la carta-Travaglio. La sua prima “filippica” ha deluso praticamente tutti. Zero. Poi ha utilizzato la seconda occasione per ricordare quanto brutto e cattivo sia Berlusconi, quale fosse la radiografia della sua situazione giudiziaria e quanti amici poco raccomandabili lo abbiano affiancato in questi anni. Un’altra occasione clamorosamente sprecata. Marco non ha aggiunto NULLA di nuovo a quanto gli italiani non sapessero già. E il Cavaliere, glissando abilmente quasi tutti gli attacchi, ne è uscito se non vincente almeno non sconfitto. Un pareggio che sa di successo fuori casa. Anche la malaugurata idea di leggere quella “letterina” potrebbe infine aver giovato al Cavaliere. In qualche modo ha dimostrato, facendosi bloccare da Santoro, che quel tipo di interventi non sono poi così interessanti.

Chapeau.

Alla fine della lunga serata ci ritroviamo un Santoro che sicuramente avrà fatto il botto di ascolti ma che altrettanto sicuramente non è riuscito a “colpire” il suo ospite (anzi, certi servizi sono sembrati più un Endorsement), un Travaglio che secondo me ha sprecato la ghiotta occasione e un Berlusconi che ha fatto la figura del Gladiatore combattente nell’arena degli avversari, non ha perso un singolo voto tra i “fedelissimi” e, pur non avendo detto letteralmente NULLA, ha sicuramente smosso le acque del bacino elettorale degli “indecisi”.

Non c’è che dire. Se dovessimo eleggere un vincitore non avremmo dubbi in merito.

Confermo tuttavia tutto quello che ho scritto all’inizio. Ho simpatia nei confronti di Berlusconi ma sono convinto che non sia adatto a guidare il Paese (né lui, né il PdL né l’alleato leghista) in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Andrò a votare? Cosà deciderò? La risposta, forse, in un prossimo articolo.

Per quanto mi riguarda questa volta cala davvero il sipario sul ventennio Berlusconiano. Politicamente mi sono già espresso e anche mediaticamente, per quanto bravo, è lontano anni-luce dai vecchi tempi de “L’Italia è il Paese che amo”.

Time to go ahead

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Berlusconi ha deciso: non correrà per Palazzo Chigi

Questa volta non può esserci smentita che tenga: Berlusconi ha affidato ad un Comunicato Ufficiale, pubblicato sul Sito Ufficiale del PdL, la decisione di non presentare la sua candidatura a Premier“Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciotto anni fa sono entrato in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d’amore che mi spinsero a muovermi allora. Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po’ di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività”.

Contestualmente rivendica quanto di buono ha saputo fare in vent’anni di politica (compresa soprattutto la scelta di lasciare la guida del Governo per favorire la nascita dell’Esecutivo Monti) e lancia le Primarie (probabilmente il 16 Dicembre), una competizione “serena e libera tra personalità diverse e idee diverse” per scegliere il suo successore.

Chiude il comunicato augurandosi che il Pdl e il suo giovane Segretario Angelino Alfano sappiano riprodurre “il miracolo del 1994”.

Che dire.. questa è sicuramente una delle pietre miliari della Storia politica italiana. Come dicevo poco sopra non è contemplabile un ripensamento a questo punto. Berlusconi ha fatto un passo indietro e, a prescindere dai motivi che hanno ispirato questo gesto (generosità, amor di Patria, processo Ruby, immagine logorata), bisogna prenderne atto.

Per quanto mi riguarda, come ho scritto milioni di volte negli ultimi mesi, non posso che essere felice per questa decisione. Spero che ora Berlusconi riesca a godersi un po’ della sua ricchezza al riparo dalla luce costante dei riflettori e che il Pdl (anche se non è e non sarà il mio Partito) provi a ricostruire una propria identità in questo nuovo corso “post-monarchico”, anche a costo di arrivare a duri scontri al suo interno.

Chiudo qui, perché ormai i motori si stanno scaldando e la campagna elettorale più strana della Storia contemporanea sta per partire. Rimango con alcuni dubbi (cosa farà Casini? Chi saranno i candidati alle Primarie? Cosa deciderà di fare Monti? Quale sarà la reazione di Fini?) che sono sicuro troveranno una risposta a giorni.

A risentirci..

[Omnia / Luca Zaccaro]

 

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29 Settembre

“Lapsus Freudiano” lo chiamerebbero là fuori.. come forse vi sarete accorti sono parecchi anni che “sfrutto” la data del 29 Settembre per fare gli auguri a Berlusconi e scrivere due righe sullo stato del “centrodestra”.

Non fatevi ingannare dalla data del post (è volutamente retrodatata): quest’anno me ne sono completamente dimenticato.

Auguri (in ritardo) Silvio!

Perché me ne sono dimenticato? Molti più impegni personali/lavorativi, certo.
Ma la ragione principale non è questa. La verità, caro Silvio, è che non c’è più nulla di cui parlare: tu non ci sei (politicamente) più e, per motivi prettamente politici, spero che le cose restino così (di una ri-ri-ri-ri-ri-ridiscesa in campo, senza più nulla di concreto da offrire, non sappiamo che farcene).
Anche il “tuo” partito non c’è più. Imploso. Ucciso da lotte intestine e dall’incapacità di gestirne degnamente le redini.
Quello che negli ultimi vent’anni abbiamo chiamato “centrodestra” è sparito. Abbiamo un bacino potenziale di venti milioni di voti dispersi, che aspettano e necessitano una alternativa. Non starò a spiegare (di nuovo) i motivi del fallimento del PdL (quello del 2008). Non mi interessa. Non interessa più a nessuno. Bisogna guardare solo avanti, perché il tempo è poco. L’unica certezza che abbiamo è che nessuno dei protagonisti del PdL può aspirare a posti di rilievo nella nuova, ipotetica, formazione che cercherà di recuperare questi voti dispersi. In realtà non è nemmeno detto che esisterà questa “alternativa”. Oggi, lo ammetto, guardo con interesse alle proposte di Giannino e di “Fermare Il Declino“. Ma è ancora presto per capire cosà diventerà questo movimento d’opinione.

E questo post? A cosa serve?

Serve, una volta per tutte (davvero, non intendo ripetermi oltre), per ringraziare te (e solo te) per quello che hai fatto in questi anni. Perché, nonostante tutto, qualcosa di buono l’hai fatto e la Storia te lo riconoscerà.

Ma da oggi si cambia. Non intendo più spendere una parola che non sia di cronaca politica sul PdL. Perché quello da troppo tempo ormai non è più il partito a cui guardo con interesse. E mi sono ormai convinto che non ci sono possibilità di redenzione.

My two cents, ovviamente.

Grazie di tutto,
time to go now..

PS: per quanto possa valere, il mio consiglio resta sempre lo stesso: goditi la tua immensa ricchezza, lascia la politica, vendi il Milan, cedi definitivamente le tue partecipazioni societarie ai figli e/o a nuovi investitori. Vai a fare quello che ti piace, quello che ti fa felice!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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A Silvio

Ciao Silvio, è un po’ che non ti scrivo.. e forse è un bene, viste le parole dure che, mio malgrado, sono stato costretto a “dirti” negli ultimi mesi del tuo quarto Governo. Ho apprezzato, a suo tempo, la tua decisione di farti da parte, anche se ti è stato praticamente imposto. E’ stata una occasione per cambiare. Sia per il Paese che per il Partito. Per quanto riguarda il primo qualcosa è stato fatto, ma non è detto che siano state tutte cose positive e comunque non sono assolutamente sufficienti. Per il secoindo, ahinoi, ormai era troppo tardi.

Tanto tempo, dicevo. Fino ad oggi. Sì perché in mezzo ai tanti “tormentoni” estivi della politica ce n’è uno in particolare che mi ha colpito, basato a quanto pare su un pizzico di verità: staresti realmente pensando ad un tuo ritorno sulla scena politica nientepopodimeno che come candidato a Palazzo Chigi nel 2013. Ancora.

A me sei sempre stato simpatico, malgrado tutto. E questo non è cambiato. Ti considero come una delle menti più geniali che questo Paese abbia conosciuto da molto tempo a questa parte. Hai vinto sempre, nella vita. Hai trasformato in oro tutto quello che hai toccato. Hai deciso di buttarti nel calderone della Politica quando lo spettro di una egemonia comunista era davvero vicino e reale. E hai vinto, di nuovo. Sbaragliandoli. Non sono così sciocco da credere che i motivi che ti hanno portato a questa scelta (come a qualsiasi altra) siano legati solo all’amor di Patria. Per l’amor di Dio. Ma l’hai fatta e hai anche fatto del bene. E non è una cosa da tutti.

Ma la scelta che (forse) stai per compiere non la posso in alcun modo comprendere né tantomeno assecondare. Per tanti motivi.

Il primissimo riguarda il PdL: se davvero te ne fregasse qualcosa della tua creatura (per quanto tu abbia amato molto di più il tuo primo “figlio”, Forza Italia) capiresti subito che la tua sarebbe una scelta deleteria. Hai incoronato “ad interim” un giovane (che a me non fa impazzire, ma questo è un altro discorso) e l’hai messo a capo del PdL nel momento più buio della sua storia. Il ragazzo, bisogna dirlo, non ha fatto faville in questo anno. Ma almeno sta provando ad andare avanti. Stava pure per organizzare per bene queste benedette primarie (che potenzialmente potevano rischiare di non premiarlo). Sarebbe stata una occasione per vedere un po’ di facce nuove e magari per salutare per sempre molti degli attuali “volti noti” che sinceramente non sono propriamente ben voluti dall’elettore medio. Ma nisba. Un tuo discorso (sempre presunto) e tutto è cancellato in un secondo. Che senso ha fare le primarie se si candida Berlusconi? E la cosa che più mi ha fatto male (per quanto il PdL non sia più da molto tempo il partito che mi rappresenta) è stato vedere come NESSUNO abbia osato contrastare con forza questa possibilità. “Ben vi sta” – verrebbe da dire. Ma non è il caso, visto poi che a rimetterci alla fine siamo sempre noi, il Paese.

Il secondo motivo riguarda cose più concrete: le riforme. Hai promesso tante cose negli anni, Silvio. E ne hai realizzate ben poche. Hai dato la colpa alle sfavorevoli congiunture internazionali (e avevi ragione). Hai dato la colpa alle lobbies e ai poteri forti (e avevi ragione). Hai dato la colpa ai pochi poteri a disposizione del Presidente del Consiglio (e avevi ragione). Hai dato la colpa agli alleati (e anche qui avevi ragione). Ma quando si decide di guidare qualcosa (tanto più se si tratta di un Paese) bisogna in primo luogo prendersi le responsabilità che questa carica comporta. Se hai fallito, in tre occasioni, è anche colpa tua. Dov’è la “Riforma Liberale”, dov’è il “Meno Stato, Più Mercato”, cosa ne è stato del “Meno Tasse Per Tutti”? The answer, my friend, is blowing in the Wind. Non ce n’è traccia. E niente, niente lascia presupporre che un nuovo incarico potrebbe cambiare le cose. Ci hai provato, ma ora non sei più credibile né tantomeno presentabile.

Il terzo ed ultimo motivo, non che me ne freghi in prima persona, riguarda il tuo Patrimonio. Dicono le malelingue che saresti pronto a tornare perché la galassia finanziaria che ti ruota attorno non se la passa bene. Serve tornare a ricoprire ruoli importanti per dimostrare a tutti che non sei sparito. Che sei ancora lì. Ma, di nuovo, sicuro che questa sarebbe la scelta migliore? A me non sembra che a Novembre, quando eri Premier, le aziende a te vicine navigassero nell’oro. E su questo punto mi interrompo perché, come ho già detto, non sono problemi miei.

Un’ultima nota riguarda te. Non il Politico. L’Uomo. Parliamoci chiaro: non hai (a meno di eventi clamorosi) la minima speranza di vincere le elezioni del 2013. Si dice che il vero obiettivo sia quello di portare il PdL a percentuali che gli permetterebbero di contare qualcosa nella eventuale “Grande Coalizione” da formare dopo le politiche. Io non contesto i tuoi sondaggi, perché spesso ci azzeccano. Ma oggi il rischio di una batosta è altissimo. Hai sempre considerato il voto come un referendum sulla tua persona. E hai sempre vinto. Ma questa volta è diverso. E’ davvero il caso di esporti in prima persona? Non ti ricordi cosa è successo, ad esempio, alle amministrative di Milano? Vuoi davvero rischiare di salutare tutti in questo modo? Non ti conviene (se davvero fosse questo il tuo obiettivo) aiutare davvero Alfano a “rivoltare il partito come un calzino” per invertire la rotta degli attuali sondaggi? I tuoi mezzi e il fatto di non avere nulla da perdere in questo momento te lo permetterebbero.

Pensaci Silvio. E non perché te lo sto scrivendo io. Ma perché sei un Uomo molto intelligente. Probabilmente non ti meriti tutto questo.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Pdl.it Nuova Versione

A diciott’anni esatti dalla celebre “discesa in campo” (il corsivo è d’obbligo, è ormai una citazione), il movimento politico di Silvio Berlusconi sembra voler festeggiare la maggiore età con una nuova versione del sito ufficiale. Più volte annunciata e rinviata, la presentazione è avvenuta ieri pomeriggio contestualmente al lancio in rete. Senza perdere altro tempo passiamo subito all’analisi (assolutamente personale) del lavoro svolto su questo sito.

Come sapete sono sempre stato un po’ cattivello nei confronti dei siti della “galassia berlusconiana”: prima troppo “1.0”, poi votati al paradigma “immagine-pdf”, poi troppo poco “social”.

Questa nuova versione (se ho ben contato dovrebbe essere la quarta Major Release contando anche ForzaItalia.it) si presenta bene, la gestione dello spazio è abbastanza azzeccata e piacevole e non ci sono visivamente impatti che fanno gridare allo scandalo. La struttura è molto semplice. Dall’alto in basso abbiamo header con logo di partito e santo del giorno, menù navigazionale, slider (javascript, bene bene!) con le notizie in evidenza, tabella 2×4 con le ultime notizie secondarie, ultimi messaggi twitter provenienti da account selezionati (è possibile rispondere e retwittare), canale Youtube affiancato all’immancabile “Spazio Azzurro” (un po’ “rinfrescato”, ora scorre!), pagina Facebook del Capo Silvio Berlusconi affiancata (alla destra del padre) dalle ultime notizie del blog di Alfano. Concludono la pagina varie ed eventuali pidielline.

C’è da dire che, dopo qualche “problemino” del primo giorno, il sito è validato dal W3C come XHTML 1.1 e questo fa sicuramente bene.. anche i CSS e gli script JS sono gestiti abbastanza bene, così come abbastanza ragionata è la struttura lato codice dell’intera pagina.

La prima cosa, notata da tutti, è che questo sembra non essere “il nuovo sito del PdL” ma l’ennesimo “altare” a Silvio Berlusconi (il suo faccione campeggia ovunque!). Ma questa è un’altra storia, e sicuramente le cose miglioreranno col tempo.

Questa volta la parte Multimediale è ben curata, anche se il canale Youtube ci sembra un po’ poco per uno che ha la fama di “Re delle Televisioni”.

Per quanto riguarda la parte Social invece ho trovato “ragionevole” la scelta di non includere hashtag nella barra di Twitter (troppo “pericoloso”) ma una cosa mi chiedo: dove sono i pulsanti “Mi Piace” e “+1”? Già gli articoli non sono commentabili (il capo ha già aperto le porte di casa con lo Spazio Azzurro), come pensano di condividere quello che scrivono?

Ecco ora qualche piccola cosa che mi ha lasciato perplesso:

1) Alcune voci di menù portano ad errori 404. Ad esempio la sezione sui regolamenti dei congressi.

2) Ho trovato un po’ dispersivo linkare l’intera sezione “Cosa Facciamo” sul sito del (defunto) Governo Berlusconi. A me sembra un brutto messaggio. Sembra che dopo quel Governo il PdL non sarà in grado di fare altro.
3) Alcune immagini (soprattutto nei Meta Tag) portano ancora nel nome l’acronimo di Forza Italia. Che sia un segnale?

Ecco infine un paio di spiacevoli effetti CSS:

1) La barra separatrice del menu (bianca) sovrascrive il blu del menù stesso di 1 pixel

2) In caso di slider “azzurro” il sotto menù è indistinguibile dal contenuto dello stesso slider

Insomma, questo sito è ancora in fase di rodaggio, ma si può dire che è nel complesso un buon prodotto. Forse non all’altezza di altre realtà della rete e sicuramente non ai livelli di quella che potrebbe essere l’influenza di una personalità come Berlusconi nel mondo digitale del 2012 ma essendo questo uno dei primi tentativi da parte del partito di “aprirsi” davvero alla rete sono fiducioso del fatto che il partito possa recepire i messaggi che dalla rete arriveranno e adeguare i suoi strumenti per offrire ai militanti e ai cittadini uno strumento ancora migliore per condividere le proprie idee, i propri sentimenti e le proprie battaglie.

PS: vi prego, eliminate quell’orrendo “Dall’Internet”!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Un anno buttato

Quattordici Dicembre.. Vi ricorda niente?

Esattamente un anno fa (azz.. il tempo vola!) eravamo qui a raccontarci di come alla fine Berlusconi riuscì a spuntarla e di come Fini vide infrangersi di colpo tutti i suoi sogni contro un voto parlamentare assolutamente impossibile da prevedere solo pochi giorni prima.

Un anno fa Berlusconi otteneva la fiducia della Camera dopo che FLI si era “ufficialmente” chiamata fuori dal Governo.

Un anno fa diventavano famosi Scilipoti ed i suoi amici.

Un anno fa finivano Berlusconi, il suo Governo, la dignità della Politica e le flebili speranze di un Paese in cerca di riscatto.

Da allora, non ricordatemelo, è stato tutto un “ho la fiducia”, “compra quello”, “avremo i numeri”, “presto altri arrivi”. Politica? Zero. Riforme? Neanche l’ombra. C’è stato bisogno di inventarsi lo “spread” per rendere palese a tutti che così non si poteva andare avanti. C’è stato bisogno di “uccidere” la Democrazia perché l’intera classe politica non è riuscita a capire che si era ormai giunti ad un punto di non ritorno. C’è stato bisogno di un intervento (che definire “strano” è poco) del Presidente della Repubblica, di un Governo non eletto e di tutto quello che stiamo vivendo in questi giorni.

Tutto, o quasi, per colpa di ciò che è avvenuto quel giorno.

Come scrissi allora Berlusconi avrebbe dovuto, una volta incassata la fiducia e sconfitto Fini, salire al Colle e chiedere un nuovo incarico.

Sappiamo tutti come è andata a finire.

Ecco alcuni miei pensieri dell’ultimo anno:

“[…] nessuno con briciolo di intelligenza poteva pensare che oggi in gioco ci fosse la sopravvivenza del Governo. Il Berlusconi IV, quello nato due anni fa, è finito oggi insieme alle aspirazioni politiche di Gianfranco Fini. Un Governo non si regge sui voti dello Scilipoti di turno. […]” – 14/12/2010

“[…] Come potrebbe Fini guidare una coalizione se non risce a tenere insieme una ristretta componente Parlamentare? […]” – 14/12/2010

“[…] Mi spiace davvero per Fini. In linea di principio, l’ho ripetuto più volte, la sua era una battaglia giusta contro questo PDL che non era certo quello che tutti noi avevamo in mente. […]” – 14/12/2010

“[…] Domani, dopo quello che ho detto, mi aspetto le dimissioni di Fini, Di Pietro e forse (ma non ci spero) di Berlusconi stesso. […]” – 14/12/2010

“[…] A quest’ora avrebbero dovuto realizzare che l’unico modo per liberare davvero l’Italia da Berlusconi è quello di vincere limpidamente (non come nel 1996 e nel 2006) una consultazione politica sulla base di un programma di governo solido e condiviso. […]” – 30/01/2011

“[…] Volete arrestare Berlusconi? Indagate (in silenzio, please), trovate prove schiaccianti (ce ne saranno pure, è o non è un pericoloso criminale?) e condannatelo. Non buttate in aria ogni volta un puttanaio del genere! […]” – 30/01/2011

“[…] IO, BERLUSCONIANO DA QUANDO HO LA TESSERA ELETTORALE (anche da un po’ prima in realtà), CHIEDO A BERLUSCONI DI RASSEGNARE SPONTANEAMENTE LE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, INDICARE AL CONGRESSO DI PARTITO UN SUCCESSORE E PORTARE CON LUI (O CON CHIUNQUE ALTRO VENGA DESIGNATO DAGLI ORGANI COMPETENTI) IL PAESE A NUOVE ELEZIONI. […]” – 30/01/2011

“[…] Io chiedo al Capo del Governo di dimettersi perché il Governo che amministra non sta dando (e nulla indica che sarà in grado di farlo nel prossimo futuro) all’Italia le risposte di cui un Paese come il nostro ha bisogno […]” – 30/01/2011

“[…] Insomma, Silvio, c’è un Paese da portare nel futuro, che cazzo! […]” – 30/01/2011

“[…] Ribadisco quindi quello che ho detto solo qualche giorno fa: Berlusconi deve dimettersi. Non perché fa i festini, non perché Bersani raccoglie le firme, non perché i giudici lo vogliono a processo subito. Berlusconi deve dimettersi perché il Governo da lui presieduto non è più in grado di portare avanti nessuna riforma. […]” – 03/02/2011

“[…] Le vogliamo spendere due parole sul disastro elettorale di Milano? Sì: ben ti sta. Il soggetto, chiaramente, è quella massa informe e inanime chiamata PdL. Ma anche a Berlusconi un po’ gli sta bene. […]” – 22/05/2011

“[…] Berlusconi dovrebbe dimettersi dal ruolo di Presidente del Consiglio […]” – 20/09/2011

“[…] Doveva fare la riforma liberale e ha aumentato le tasse, doveva eliminare tutte le provincie e ogni tentativo è fallito miseramente, doveva portare avanti un programma elettorale che pare ormai diventato carta straccia. Il mio consiglio, lo stesso che sto dando da qualche mese a questa parte, è quello di fare un passo indietro. […]” – 29/09/2011

“[…] Il “Berlusconi IV” è finito 10 mesi fa. Ed ogni giorno che passa in carica senza muovere un dito per cambiare le cose è un giorno in più perso dal nostro Paese. […]” – 14/10/2011

“[…] Ha scelto di andare avanti. Dando visibilità agli Scilipoti di giornata. Solo per sopravvivere. E questo è stato l’errore fatale. Giocandosi reputazione e credibilità in un sol boccone. Detto questo, a mio modestissimo parere, a Silvio dobbiamo anche dei grossi “GRAZIE”. […]” – 12/11/2011

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Bossi, Berlusconi, Lega & PdL

E’ vero: è dalla sera delle dimissioni del Cav. che non parlo di politica.
Oggi leggo che, tra mille farneticazioni, Bossi avrebbe detto che Berlusconi: “sta con i comunisti” in quanto ha deciso di far sostenere al “suo” Pdl il Governo del Presidente Napolitano guidato da Mario Monti.
Ora, non mi piace il modo con cui è stato “ucciso” il Berlusconi IV e non mi va a genio questo stato di “Sospesa Democrazia”, ma è tempo di spendere due paroline in merito.

Primo punto: cos’è la Lega? Cos’è il PdL?

La Lega è oggi un partito che non sa più dove sbattere la testa. Sta perdendo quello che è sempre stato il suo “dominus” e, come sempre avviene in questi casi, è iniziata (da tempo, a dirla tutta) una feroce lotta fratricida tra gli “eredi del padrone” (quello che viene definito il “cerchio magico”) e l’ala guidata da Bobo Maroni. Dopo (tanti) anni di Governo si è ormai giocata la carta di “Roma ladrona” che spenna la “gente del Nord”. Lancia macumbe contro i duri provvedimenti dei giorni che verranno, “dimenticandosi” che gran parte di quei sacrifici li ha imposti il “suo” Governo Berlusconi, riapre il Parlamento del Nord (tanto per non buttare via soldi), promette (di nuovo??) la Secessione e scommette sul fallimento dell’Euro annunciando che allora la Padania conierà la sua moneta per non dover più sostenere con la Lira il Meridione. Insomma, discorsi che in questo momento storico ci danno una chiara immagine di cosa sia la Lega e di cosa si appresta ad essere in futuro. Ah, quasi dimenticavo.. Bossi avrebbe anche annunciato che “Tremonti viene con noi”. Finalmente una buona notizia! Notevole, in merito, il commento che viene attribuito dal Corriere della Sera ad Antonio Martino (sapete, uno dei pochissimi Liberali del PdL): “L’unica cosa positiva in questa situazione di assenza di democrazia è che abbiamo solo un Monti. Ci siamo liberati di Tremonti, fuori dalle scatole. Potrebbe sempre tornare, certo. Però come ambasciatore di Bossi in Germania. Magari rappresentante della fantomatica e inesistente Padania”. Cosa altro aggiungere?

Il PdL.. il PdL oggi semplicemente non esiste. In attesa di scoprire, alla prova dei fatti, quali sono le idee di Alfano e quali conseguenze porteranno, il partito è “Sospeso”, insieme alla Democrazia. Zitto il capo (che non può permettersi di parlare troppo anche perché non ha ancora ben capito come andranno a finire i giochi) ognuno parla per sé. Ci si preoccupa di non perdere il vitalizio e quindi si vota, a volte a malavoglia, la fiducia a Monti. Non si vedono all’orizzonte prospettive concrete, nuove scommesse. Ci si avvia verso una stagione di congressi con l’ombra lunga dei “signori delle tessere” che sembra riportare tutto indietro di parecchi decenni. Ci sono le onnipresenti indiscrezioni che parlano in un prossimo futuro di nuova DC con Centro-PdL, UdC e Centro-PD. Cosa che sicuramente piacerebbe a molti (vuol dire Governo garantito per un altro ventennio), ma che al solo pensiero fa rabbrividire me e chi sognava una destra liberale. Insomma, se mai è esistito un vero partito dal nome “Popolo della Libertà”, oggi questo ci appare come una macchia indefinita, perennemente in cerca della propria identità.

Secondo punto: Chi è Bossi, chi è Berlusconi?

Di pari passo con lo sfascio dei due partiti possiamo parlare del destino dei rispettivi leader indiscussi, assoluti protagonisti dell’ultimo ventennio d’Italia.

Bossi, provato dall’Ictus e ormai avanti con gli anni, non ha speranze di continuare a controllare il partito che è stato sua esclusiva proprietà per tutti gli anni 90 e gli anni 2000. Per ora “si ride e si scherza” ma quando, a breve, si tornerà a parlare di alleanze e di elezioni, verranno fuori i nuovi poteri. E l’Umberto, insieme alla sua schiera di fedelissimi, rischia di non portare a casa molto.

Berlusconi si trova in uno stato di “ibernazione forzata”: non ha nessuna chance di essere protagonista nella prossima corsa per Palazzo Chigi né tantomento in quella per il Quirinale (entrambe nel 2013) e la Carta di Identità ci dice che probabilmente non ci saranno occasioni nemmeno in un futuro più remoto. Il suo partito (fatto pur sempre il larga parte da democristiani e socialisti) ha capito l’andazzo e preferisce “tirare a campare” per non perdere il treno dei privilegi che il potere porta con sé. Il mondo delle sue aziende è così cambiato che un suo ritorno arrecherebbe più danni che altro e ancora non ha ben chiaro cosa ne sarà dei suoi processi (che, per quanto ora non siano più una priorità per i “poteri forti”, vanno sempre portati avanti). Oggi, per la prima volta da quando è un uomo ricco e potente, Berlusconi non ha idea di quello che succederà domani, né se (e come) potrà farne parte. Non può giocare d’azzardo come al solito, perché un errore in questa fase potrebbe costare davvero caro. Silvio deve studiare molto bene le prossime mosse, o rischia di dover passare i prossimi lustri a fare il (ricchissimo) Presidente del Milan. Il lungo lavoro che sta compiendo con (e su) Alfano è la prova di come stia tentando di costruire un futuro che lo veda protagonista anche se non più sul palco ma dietro le quinte. Ma chissà come finirà? Basteranno i suoi investimenti (e la preparazione di Alfano, che non va messa in nessun modo in dubbio) per risollevare o ricostruire il partito unico di centrodestra?

Terzo punto: cosa succede domani?

Ci troviamo in un momento storico molto delicato. L’Euro, quello del 2002, è praticamente fallito. L’Europa non se la passa affatto bene e in Italia viviamo in un momento di “Sospesa Democrazia”. Sicuramente è un momento che può tornare utile per riorganizzare l’intero assetto politico (il vero e proprio sconfitto di tutta questa storia) e ripartire, dopo la parentesi Monti, con qualcosa di più vero, più Giusto, più Competente e più Trasparente. Sarebbe una buona consolazione dopo tutto quello che ci è toccato subire e che ci toccherà subire nei mesi a venire. Ma non bisogna abbassare la guardia, perché è proprio in questi momenti di “confusione” che si giocano le partite oscure, quelle delle trame “sottobanco” che non si vedono fino a quando non te le ritrovi al Potere.

Auguri, Italia!

[Omnia / Luca Zaccaro]

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