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Auguri Silvio

E’ passato un altro anno ed eccoci di nuovo qui, il 29 di Settembre, a fare gli auguri a Silvio. Questa volta sono 75, anniversario importante. Come al solito c’è da sottolineare come, nonostante tutto, questi lustri siano portati ancora dignitosamente bene.

Ma, come da abitudine, questo post serve anche per fare il punto su quello che riguarda l’azione del partito (e del Governo in questo caso). Spiace essere cinici e concisi, ma non c’è molto da dire e in cui sperare. Il PDL come lo abbiamo conosciuto fino ad ora è morto e sepolto, anche se ancora non lo sa. Bene la nomina del Segretario Alfano.. il ragazzo può fare bene. Ma ancora qualche mese e non avrà più nulla su cui lavorare. La lotta di “successione” ha già fatto “morti” (politici) e moltissimi “feriti”. E, passando dal PDL al Governo, la situazione non fa che peggiorare: nessuno slancio, nessuna iniziativa. C’è la crisi? Ecco nuove tasse! Nessuna traccia, ad oggi, di quelli che potrebbero essere interventi molto più “giusti” come la vendita delle proprietà immobiliari dello Stato, la drastica riduzione delle spese dell’apparato Statale ecc.. Il brutto è che azioni in questa direzione non sembrano essere nemmeno all’orizzonte. Cosa ci fa allora Berlusconi a Palazzo Chigi? Doveva fare la riforma liberale e ha aumentato le tasse, doveva eliminare tutte le provincie e ogni tentativo è fallito miseramente, doveva portare avanti un programma elettorale che pare ormai diventato carta straccia. Il mio consiglio, lo stesso che sto dando da qualche mese a questa parte, è quello di fare un passo indietro. Si sfrutti questo momento di difficoltà per varare un esecutivo che faccia davvero fronte all’emergenza (e niente altro) e poi si torni a votare. O tutte le favole elettorali resteranno vane promesse. E, Silvio, pensa a come sarebbe bello organizzare tutti i party di questo mondo senza dover più rendere conto a nessuno del tuo comportamento da Primo Ministro 😉

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Anima spenta

In questa chiusura di Settembre, alla vigilia di un autunno politico più caldo che mai, volevo lasciarvi con una riflessione di Massimo Gramellini, su La Stampa.

L’editoriale, come potete vedere, è di qualche giorno fa. Si parla del Cavaliere (il riferimento è il discorso alle Camere in merito alla crisi finanziaria) e del fatto che non riesce più ad “attirare” come un tempo. Inutile dire che condivido ogni singola parola.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Il Cav e l’età della pensione

Ho letto una interessantissima riflessione di gianni pardo su Affari Italiani riguardante, guarda caso, il futuro di Berlusconi. No, nessuna presunta esclusiva e nessuna “gola profonda” vicinissima al premier. Si tratta, calendario alla mano, di una analisi dell’Era Berlusconiana.
Già il fatto che si parli di “Era” (l’articolo cita l’età di Pericle in Grecia) fa intuire quale sia il centro della riflessione. Di certo Berlusconi è e sarà una delle pagine più importanti della storia dell’Italia unita (Pardo parla di un successo incomparabile). Del passato (e del presente) si dicono cose che in larga parte condivido: si spiega che il successo di Berlusconi è dovuto alla genialità dell’uomo più che alle televisioni e al denaro. e anche sul futuro mi trovo d’accordo con l’autore: nel 2013 Berlusconi avrà 78 anni e, in caso di vittoria, terminerebbe il mandato a 83 anni. Tralasciando la parte in cui si fa notare, in modo assolutamente didascalico, che c’è il rischio che l’Italia si trovi di punti in bianco senza un Premier, il succo del discorso è questo: Berlusconi deve farsi da parte perché sarebbe davvero ridicolo rischiare di perdersi il mondo “senza” Berlusconi. So che sto parlando del mio futuro, e che non dovrei gioire di fronte ai fallimenti del mio Paese, ma (fossi in lui) desidererei davvero vedere all’opera gli “anti” (ma anche i presunti ‘congiurati’). Ma ve li immaginate questi a portare avanti un Paese complicato come l’Italia? Del Cavaliere si può dire davvero di tutto: ha commesso molti errori politici e il suo conflitto di interessi è uno dei problemi più grandi della Seconda Repubblica. Ma, in qualche modo, ha portato il centrodestra (e il Paese) dalla “macchina da guerra” al bipolarismo. Ha tenuto insieme per diciassette anni anime diverse in un’unica casa comune, riuscendo così a fare in modo che la maggioranza del Paese (i moderati di centro-centrodestra) fossero finalmente anche la maggioranza in Parlamento e, se mi è concessa una opinione personale, le defezioni “eccellenti” degli ultimi anni sono da imputarsi in primo luogo all’allontanarsi di una prospettiva da successore. La mia conclusione è purtroppo la stessa di Pardo. Come ho già scritto, Berlusconi dovrebbe farsi da parte in primo luogo per favorire (dopo averlo creato dal nulla) l’evoluzione del centrodestra italiano e in secondo luogo per favorire un ritorno al dialogo che nella situazione odierna non è più possibile ritrovare. Ma purtroppo “chi ha il vizio del successo non può fermarsi”.

PS: a 3 anni esatti dalle ultime elezioni politiche cito, per dovere di cronaca, questo articolo in cui sembrerebbe che Berlusconi abbia dichiarato ad alcuni giornali stranieri di non volersi ricandidare nel 2013 ma di voler indicare Alfano come candidato, rimanendo capolista e “padre nobile” del PDL. Sembrerebbe, appunto.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Questioni “Popolari”

E’ iniziato il 2011, Berlusconi è ancora Presidente del Consiglio e siamo di nuovo qui con i buoni propositi della classe politica per l’anno nuovo. Ma io sono davvero stufo di alcune “incongruenze”.. del tipo:

“Eliminato” politicamente il fattore Fini, Berlusconi si è rimesso in moto per colmare anche il gap numerico che lo separa dalla maggioranza assoluta alla camera dei deputati. Dicono i suoi che ora ci sono i 10 voti necessari per creare il famoso “gruppo di responsabilità” alla Camera utile a catalizzare i voti di chi ha a cuore le sorti del paese e non vuole elezioni subito (tradotto: il gruppo di quelli che, in caso di elezioni, non verrebbero rieletti perdendo il lauto stipendio). Scusate, ma la prima mossa (all’interno di PDL e Lega) non dovrebbe essere quella di far dimettere alla Camera i Ministri-Deputati in modo da riassegnare quei seggi a persone che possono (almeno in teoria) essere sempre presenti alle votazioni?

Dopo Fini (o prima di questo ultimo, secondo alcuni) il problema più grande per Berlusconi resta Tremonti. Il “socialista di Dio” è “accusato” di non volere appoggiare misure popolari (come l’abbassamento delle tasse) in modo da non contribuire all’innalzamento del gradimento nei confronti di Berlusconi e magari ritrovarsi con più fondi nel portafogli quando vorrà fare il suo “showdown” e annunciare la sua corsa per Palazzo Chigi (ovviamente solo se sostenuto dalla lega). Che Tremonti aspiri a quel posto non è poi un mistero, ma è altrettanto vero che i pretendenti sono tanti (escluso Fini restano Formigoni, Frattini e altri ancora, ma soprattutto il “ggggiovane” Angelino Alfano). Forse Tremonti ha capito che le sue quotazioni sono in discesa, e avrebbe perfino minacciato il Cavaliere di fondare un proprio partito. In merito ci sarebbe da spendere almeno qualche parola, ma ci sono altri (certamente più qualificati di me) che l’hanno fatto, e io vi rimando a loro anche e soprattutto perché condivido molto queste opinioni. Vi invito per questo a leggere gli articoli di Camelot e Kuliscioff. Certo è che Berlusconi dovrebbe capire che è DAVVERO arrivato il momento di affrontare la questione della successione, magari con un bel congresso democratico in cui gli iscritti votano il loro leader e non si va per acclamazione (ma forse Mr. B. sta aspettando di capire se e quando si andrà ad elezioni anticipate, in quel caso sarebbe ancora lui il candidato Premier).

Ultima questione: la gestione del partito. Berlusconi ha più volte dichiarato di voler rivoltare il PDL come un calzino (è necessario soprattutto per evitare questioni legali con fini che sarebbe co-detentore del logo e del simbolo del pdl). Se dunque la necessità è reale è il caso di analizzare tempi e modi di questo cambiamento. Bisogna dire immediatamente che non si tratterà di una operazione indolore: FLI è nato come un nuovo partito per differenziarsi proprio dal PDL, mentre in questo caso si tratterebbe di gettare nel cestino una esperienza politica di soli tre anni. Impossibile (anche se sarebbe il massimo per il Cavaliere) tornare alla “sua” Forza Italia che per gli elettori è e deve restare morta e sepolta per non dare adito ad accuse di involuzione. Si dice che il Premier sia alla ricerca di un nome composto da una sola parola (per evitare anonimi acronimi), breve ed immediato: qualcosa come “Popolari”. Ma perché anche questa volta gli studi di marketing precedono inesorabilmente i progetti politici? Diavolo, si sta parlando (di nuovo..) di qualcosa che deve sopravvivere nel tempo, quando cioè Berlusconi non ne sarà più il leader. Non è il caso di badare prima ai contenuti, alla selezione dei candidati e all’organizzazione interna? O si vuole un ennesimo raccoglitore di voti in cui magari far confluire i vari Scilipoti, Razzi ecc.. (non ho nulla contro Scilipoti e Razzi, era solo per fare un esempio di politico che non proviene certo dalle fila del centrodestra)? E poi, Silviuccio, “Popolari” sarà anche corto ed immediato, ma puzza in modo insopportabile di anni ’50!

Sebrerebbe che la prossima mossa sia di Berlusconi. E invece, lo sappiamo bene, non è così: tutto, ma davvero tutto dipenderà dal pronunciamento di metà gennaio sul legittimo impedimento. In caso di riscontro negativo le elezioni non ce le leva più nessuno, mentre se la risposta fosse più “accondiscentente” si potrebbe ricominciare a riflettere su tante cose, a partire dai tre punti che ho evidenziato qui sopra.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Apocalypse Now

È finitaÈ finita questa lunghissima giornata politica. È finita questa vomitevole farsa di FLI a favore del Governo. È finita forse la storia stessa di FLI. Certo, direte voi, è finita anche la storia del Governo Berlusconi IVÈ finita in verità anche la supponenza di Di Pietro (uno degli artefici, più o meno indirettamente, della vittoria del Cavaliere). È finito tutto. È il giorno dell’apocalisse.
Come certo saprete, “apocalisse” non vuol dire solo “fine”, ma anche e soprattutto “nuovo inizio”. Sì perché oggi si chiude un giorno, una stagione, un’era. Ma da domani i dadi ricominceranno a rotolare veloci.
Verso quale futuro?
Oggi Berlusconi ha stravinto, ha stracciato tutti. Nessuno ha retto. Inutile cercare di portare il discorso sul fatto che il Governo non ha ottenuto i 316 voti corrispondenti alla maggioranza. Non facciamo gli stupidi: nessuno con briciolo di intelligenza poteva pensare che oggi in gioco ci fosse la sopravvivenza del Governo. Il Berlusconi IV, quello nato due anni fa, è finito oggi insieme alle aspirazioni politiche di Gianfranco Fini. Un Governo non si regge sui voti dello Scilipoti di turno.
Oggi è andata in scena la sfida finale (?) tra due avversari-ex-amici che di politico aveva davvero poco. Questo è quello che è successo oggi.
Almeno così è come la penso io. Il Paese non meriterebbe davvero di vedere di nuovo scene come quelle accadute oggi dentro e fuori dai Palazzi della Capitale.
Domani Berlusconi si sveglierà senza Governo, ma con un potere che forse non ha mai avuto dal 1994 ad oggi: ha dimostrato ancora, una volta per tutte, ai “palazzari” (concedetemi il neologismo) che i conti non si possono fare senza l’oste e, almeno in democrazia, nemmeno senza l’elettorato. Da qui si capisce che quello che si aspetta il sottoscritto ora non sono niente altro che le elezioni. Probabilmente, e per certi versi anche a ragione, Berlusconi tenterà per lo meno di tirare avanti ancora qualche settimana/mese con una maggioranza allargata. Ma questo scenario non può che essere giudicato in corso d’opera.
Fini, all’alba delle tre del pomeriggio, si è ritrovato a dover dichiarare al microfono della “sua” Camera la vittoria schiacciante del suo nuovo acerrimo nemico. In un pochi minuti è passato dalla prospettiva della poltrona di Palazzo Chigi e dalla guida del “Terzo Polo” al limbo politico. Difficile (anche se non impossibile) ritenere che le intenzioni di FLI (e di Fini stesso) non escano fortemente ed inevitabilmente ridimensionate dalla giornata di oggi. Come potrebbe Fini guidare una coalizione se non risce a tenere insieme una ristretta componente Parlamentare? Non dimentichiamo che la fiducia a Berlusconi è arrivata grazie alle decisioni di uomini vicini al Presidente della Camera. Mi spiace davvero per Fini. In linea di principio, l’ho ripetuto più volte, la sua era una battaglia giusta contro questo PDL che non era certo quello che tutti noi avevamo in mente. Ha però clamorosamente “cannato” i modi e soprattutto i tempi della sua protesta. E poi ha commesso un plateale e incredibile errore: quello di rimanere attaccato alla sua poltrona. Oltre all’effettivo fastidio nel vedere riunioni-fiume nello studio della terza carica dello Stato volte solamente a convincere gli indecisi, se Fini oggi fosse stato seduto tra i banchi della Camera, invece che sullo scranno più alto, l’esito della votazione sarebbe stato molto diverso. E poi, sinceramente, ci ha messo troppo odio.. non si può andare dalla Annunziata a fare certe dichiarazioni dopo che per 16 anni sei stato considerato da tutti come il delfino perfetto. Gianfranco, mi spiace ma hai dimostrato di non avere molto “tatto” in certe cose della politica. E per uno che fa politica da quando è nato non è bello.
FLI vuole lanciare un’OPA sul centrodestra? Benissimo: sia d’ora in avanti più chiara e coerente (a partire dal suo Presidente) e prometto che non avrò pregiudizi la prossima volta che sarò nella cabina elettorale.
Casini invece gongola: da oggi è ufficialmente il capo di tutti quelli che vogliono sfidare il bipolarismo (se ce ne sono rimasti), per non parlare del fatto che lui ora, al contrario di altri, può andare in giro a vantarsi di non aver perso pezzi per strada, nel giorno del giudizio.
La Lega di per sé non rientra nel discorso, agli uomini di bossi oggi andava bene qualsiasi risultato.
Il PD invece è ancora una creatura evanescente: ne è la prova il fatto che la mozione che poteva decretare la fine di Berlusconi non veniva dagli uomini di Bersani ma da Fini e Casini. Per non parlare della dichiarazione di Calearo (tutta da verificare naturalmente) che ha detto che dal PD gli hanno “chiesto” di votare per Berlusconi..
L’altro grande, grandissimo sconfitto della giornata di oggi è sicuramente Antonio di Pietro, l’inascoltabile padrone dell’Italia dei Valori che ha scelto le candidature dei due Deputati che oggi hanno salvato il suo arci-acerrimo nemico, il Diavolo di Arcore. Per non parlare dell’ennesimo discorso da querela rivolto alla quarta carica dello Stato.
Domani, dopo quello che ho detto, mi aspetto le dimissioni di Fini, Di Pietro e forse (ma non ci spero) di Berlusconi stesso. Perché forse alle urne c’è una alternativa percorribile: un Governo disposto davvero a lavorare per il bene del Paese prendendo un sacco di decisioni impopolari. Chiaro che Berlusconi non potrebbe guidare una iniziativa del genere. E ora che ha avuto, finalmente, la sua vittoria finale potrebbe pensare di farsi da parte da vincitore assoluto (momentaneamente o a titolo definitivo) a favore di soluzioni più moderate e condivise. Ma questa è davvero fantapolitica.
Adesso sta scendendo la sera, sta arrivando la notte. Perché è chiaro che prima della rinascita bisogna assistere al tramonto.
A domani, Italia!

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La Conta (Update 13/12/10 – 20:30)

=======UPDATE 13/12/2010 – 20:30============

Allora.. ci sono un paio di “ripensamenti” da segnalare: Calearo ha dichiarato che si asterrà ma alla seconda chiama, se il suo voto dovesse essere detetminante, voterà per Berlusconi. Scilipoti ha detto che tra poco deciderà come votare. Moffa e Siliquini a metà giornata sembravano orientati per il “NO” alla Sfiducia, poi hanno incontrato Fini e, dopo il rifiuto dell’ultimatum futurista da parte di Berlusconi, non si sa cosa faranno. Probabilmente non parteciperanno al voto. Guzzanti alle sette e mezza ha detto che voterà la mozione, salvo poi dichiarare che renderà noto il suo voto solo domani. Per quanto riguarda la Mogherini e la Bongiorno, TheDailyWeek da per certa la loro assenza per cause naturali (bebé in arrivo). Fare un pronostico è forse più complicato di ieri. Io ci provo, ma sappiate che si tratta di previsioni “too close to call”.

La mia sensazione è che Berlusconi la spunterà per due voti (senza ovviamente raggiungere la maggioranza di 316).

Voti favorevoli alla mozione di SFIDUCIA (contro Berlusconi): 310 (199PD+35UDC+30FLI+22IDV+6API+6RI+5MPA+Melchiorre, Tanoni, LaMalfa, Nicco, Giulietti, Guzzanti, Cosenza)

Voti contrari alla mozione di SFIDUCIA (per Berlusconi): 312 (235PDL+59Lega+11NoiSud+Catone, Grassano, Pionati, Nucara, Scilipoti, Cesario, Calearo)

Astenuti (non influenzano il Quorum): 2 (Brugger, Zeller)

Assenti: 5 (Mogherini, Bongiorno, Moffa, Siliquini, Gaglione)

Nota: il Presidente della Camera Fini, per prassi, non vota (310+312+2+5+Fini = 630)
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=======UPDATE 12/12/2010 – 23:00============

Anche se il pallottoliere resta apparentemente fermo a quello illustrato stamattina, non si può non segnalare il durissimo intervento di Fini che chiama “tutto” il “suo” FLI tra le fila dell’opposizione. Un’opinione personale? Pare la conferma del fatto che martedì Berlusconi avrà i numeri. Sempre parlando personalmente, credo che la mossa di Fini sia troppo rancorosa e “cattiva” per essere il risultato di uno studio approfondito: il capo di FLI ha visto nascere sotto i suoi occhi, a 48 ore dal momento decisivo (e tanto inseguito da luglio), dall’interno suo partito, una lettera-ponte in cui almeno sei dei suoi deputati (uno, Catone, l’ha già perso) cercano di mediare con il “nemico” in cambio dell’astensione e/o della non partecipazione. Proprio nel momento in cui Fini doveva dimostrare di essere diverso da Berlusconi (accusato più volte dallo stesso Fini di comandare un partito-dittatura), è in realtà tornata a galla l’indole dei tempi di AN. Poi magari mi sto sbagliando, magari Moffa&Co. voteranno compatti con Bocchino e Granata e Berlusconi andrà a casa, ma questo era il mio pensiero e dovevo dirlo. In ogni caso, a prescindere da come andrà a finire il voto, tornerò sull’argomento nel fine settimana.

Tornando a noi, questa mossa può non causare nulla, così come può scatenare la “guerra nucleare”. Le Colombe di FLI ora si trovano a scegliere tra un nemico-ex-amico dai toni concilianti e un nuovo-capo che blocca con autorità ogni loro iniziativa personale. Al momento non è possibile capire come andrà a finire. Di certo domani sera i numeri saranno più precisi.

Ultima nota, per ora “non ufficiale”, riguarda i 6 radicali che sembrano sempre più orientati per il “Sì” alla sfiducia.

A domani…

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=======UPDATE 12/12/2010 12:21============

Rispetto a ieri ci sono da segnalare gli spostamenti di Scilipoti (via TermometroPolitico) e Cesario (via DAW) da “Astenuti” a “Contrari” rispetto alla mozione di Sfiducia. Inoltre, sempre TermometroPolitico, sposta quattro Finiani (Moffa, Siliquini, Polidori, Patarino) nella cerchia degli “Indecisi”. Guzzanti sembra aver deciso per la sfiducia.

Ecco le nuove “quote” dopo gli ultimissimi aggiornamenti:

Voti favorevoli alla mozione di SFIDUCIA (contro Berlusconi): 301 (199PD+35UDC+28FLI+22IDV+6API+5MPA+Melchiorre, Tanoni, LaMalfa, Nicco, Giulietti, Guzzanti)

Voti contrari alla mozione di SFIDUCIA (per Berlusconi): 311 (235PDL+59Lega+11NoiSud+Catone, Grassano, Pionati, Nucara, Scilipoti, Cesario)

Astenuti (non influenzano il Quorum): 2 (Brugger, Zeller)

Incerti: 15 (6 Radicali+Mogherini, Moffa, Siliquini, Polidori, Patarino, Bongiorno, Cosenza, Calearo, Gaglione)

Nota: il Presidente della Camera Fini, per prassi, non vota (301+311+2+15+Fini = 630)

Rispetto a ieri la strada sembra più in discesa per Berlusconi, considerate le probabili assenze e il voto di calearo che potrebbe, alla fine, aiutare il Governo. Anche l’MPA cerca di inserirsi nella trattativa chiedendo più fondi FAS in cambio dell’astensione.. Aggiornamenti in serata!

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Difficile credere che il voto congiunto di Camera e Senato del 14 Dicembre possa dare indicazioni sul futuro a lungo termine del Governo d’Italia, ma è certo che avrà conseguenze (potenzialmente traumatiche) sul futuro a breve, brevissimo termine. Detto in parole povere, un voto a favore del Governo Berlusconi IV non metterebbe lo stesso Cavaliere al sicuro fino al 2013 mentre un eventuale vittoria della “Sfiducia” costringerebbe Silvio alle dimissioni immediate (con speranza di reincarico con maggioranza allargata).

Fatta questa premessa è necessario rispolverare il famoso pallotoliere. Lo faccio oggi (e riporterò eventuali aggiornamenti domani e lunedì sera) in quanto il giorno della votazione sarò al lavoro e mi sarà quasi impossibile aggiornare questo blog se non in tarda serata.

Partiamo da due dati: la fiducia al Governo nel 2008 (335/630) e, recentemente, a Settembre (342/630). Si tratta però di dati “viziati” dalla spaccatura tra Pdl/Fli che pare oggi più grave di quanto non lo fosse a Settembre (quando era chiaro che la fine del Berlusconi IV non era questione di giorni).

Per quanto riguarda i conti attuali, Termometro Politico offre queste stime (si parla sempre e solo della Camera):

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Voti favorevoli alla mozione di SFIDUCIA (contro Berlusconi): 303 (199PD+35UDC+31FLI+22IDV+6API+5MPA+Melchiorre, Tanoni, LaMalfa, Nicco, Giulietti)

Voti contrari alla mozione di SFIDUCIA (per Berlusconi): 309 (235PDL+59Lega+11NoiSud+Catone, Grassano, Pionati, Nucara)

Astenuti (non influenzano il Quorum): 2 (Brugger, Zeller)

Incerti: 15 (6 Radicali+Mogherini, Moffa, Bongiorno, Cosenza, Scilipoti, Cesario, Calearo, Guzzanti, Gaglione)

Nota: il Presidente della Camera Fini, per prassi, non vota (303+309+2+15+Fini = 630)

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Proviamo a spingerci un po’ oltre, non prima di aver fatto un paio di precisazioni:

1) Mogherini (PD), Cosenza (FLI) e Bongiorno (FLI) sono prossime al parto e/o hanno gravidanze a rischio che potrebbero causare assenze dell’ultimo minuto

2) Come dimostra la “Lettera dei 16” ci sono tuttora, dentro FLI, almeno 6 “mal di pancia” nei confronti della Sfiducia

3) Moffa (FLI) e Guzzanti (PLI) attendono il discorso del Premier per decidere come votare

4) I (6) Radicali avrebbero fatto alcune richieste al Governo che, se accettate, porterebbero alla loro Astensione

Testiamo quindi uno degli scenari peggiori per il Premier e vediamo che succede:

Voti favorevoli alla mozione di SFIDUCIA (contro Berlusconi): 314 (199PD+35UDC+31FLI+22IDV+6API+5MPA+6RI+Melchiorre, Tanoni, LaMalfa, Nicco, Giulietti, Mogherini, Bongiorno, Cosenza, Moffa, Guzzanti)

Voti contrari alla mozione di SFIDUCIA (per Berlusconi): 309 (235PDL+59Lega+11NoiSud+Catone, Grassano, Pionati, Nucara)

Astenuti (non influenzano il Quorum): 6 (Brugger, Zeller, Scilipoti, Cesario, Calearo, Gaglione)

Incerti: 0

Nota: il Presidente della Camera Fini, per prassi, non vota (314+309+6+Fini = 630)

Da questa analisi (forse la più negativa per Berlusconi) la Sfiducia esce vittoriosa. Ma potrebbero esserci grosse sorprese..

Ipotizziamo (non si tratta di un gioco, ma di realismo) che almeno una tra le 3 donne “incinte” non riesca ad essere in Aula. Mettiamo anche Gaglione (Noi Sud tra i “Sì”) e Guzzanti tra gli astenuti (viste le recenti aperture)

Voti favorevoli alla mozione di SFIDUCIA (contro Berlusconi): 312 (199PD+35UDC+31FLI+22IDV+6API+5MPA+6RI+Melchiorre, Tanoni, LaMalfa, Nicco, Giulietti, Mogherini, Cosenza, Moffa)

Voti contrari alla mozione di SFIDUCIA (per Berlusconi): 310 (235PDL+59Lega+11NoiSud+Catone, Grassano, Pionati, Nucara, Gaglione)

Astenuti (non influenzano il Quorum): 6 (Brugger, Zeller, Scilipoti, Cesario, Calearo, Guzzanti)

Assenti (nome scelto a caso tra le 3): 1 (Bongiorno)

Incerti: 0

Nota: il Presidente della Camera Fini, per prassi, non vota (312+310+6+1+Fini = 630)

Ancora numeri negativi per Berlusconi. Ma si tratta di uno scenario nel suo complesso più probabile rispetto a quello immediatamente precedente. E attenzione.. a quel punto basterebbe un solo “mal di pancia” per portare la situazione in parità e “qualificare” il Cavaliere…

Ribadisco che una eventuale bocciatura della mozione di Sfiducia non rappresenterebbe in nessun caso un assicurazione per il Governo. All’orizzonte, in ogni caso, c’è altro.. un Berlusconi V (allargato)? Un Governo alternativo? Elezioni? Presto per dirlo..

Intanto rimaniamo in attesa di spostamenti dell’ultima ora e di informazioni più dettagliate sulle 3 Deputate che aspettano un bambino

Eventuali aggiornamenti in cima al post.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Fate ridere

Terzo polo, riunioni allargate, conte all’ultimo sangue. Fate entrare anche loro… e siamo a 317!

Dopo la riunione di oggi tra FLI+UDC+API+MPA+LD sembra essere nata ufficialmente una nuova maggioranza parlamentare che si dice pronta a votare in blocco la sfiducia a Berlusconi.

E poi via con i messaggi ridicoli, quelli del tipo “Berlusconi deve continuare a governare”, “Berlusconi deve dimettersi di sua spontanea volontà”, “Se viene sfiduciato non è riproponibile”, senza dimenticare i “Chi non vota la sfiducia verrà espulso da FLI”.

Ma la volete smettere? Mettetevi il cuore in pace: mancano 12 giorni al 14 dicembre. 12 giorni che passerete in vacanza visto che la Camera è chiusa fino alla votazione decisiva (quanta indignazione in merito!).

Non sfracellateci i coglioni ogni santo giorno con queste dichiarazioni in puro “politichese”.

E’ in corso l’ultimo (ma sarebbe più giusto dire l’ennesimo) tentativo in ordine di tempo nato con l’unico scopo di far fuori Berlusconi. Altro che governi di emergenza, di salvezza, di responsabilità.. se avete i numeri e il coraggio andate a Montecitorio, dite a voce alta un bel “SI” alla sfiducia, prendetevi davanti al Paese tutte le responsabilità del caso e poi ci spiegherete in tutta tranquillità cosa succederà dopo.

Pare abbastanza ovvio che in questa occasione Berlusconi non ha margini di trattativa: anche se otterrà la fiducia saranno pochi voti, molto probabilmente di convenienza.

Con Berlusconi (con questo Berlusconi) non si continua, un Governo tecnico non può durare dopo che l’obiettivo principale (mandare a casa B.) è stato portato a termine.

Quelli che accusano il Cavaliere di voler perdere tempo perché non vuole dimettersi di sua spontanea volontà mi spiegano perché non sono allo stesso tempo a favore di nuove elezioni subito (con questa legge elettorale)?

Ah già, “per il bene dell’Italia”..

PS: Fini, sulle alleanze ti avevo avvertito.. per quanto mi riguarda sarebbero “Zeru Voti”

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Waterloo per chi?

Mancano ancora 14 giorni al giorno in cui il Governo chiederà la fiducia alla Camera e al Senato. Da data della sicura sconfitta del Diavolo-Berlusconi, però, questo appuntamento si sta sempre di più trasformando in un enorme punto di domanda.

All’inizio i flirt tra PDL e UDC, poi la paura dell’opposizione per presunte assenze “annunciate” tra le fila del PD. Ora si punta, di nuovo, a spaccare il gruppo di FLI.

Come scrive Marcello Sorgi su La Stampa, il Governo ha deciso di rimandare l’esame in CDM della riforma della Giustizia. Questa mossa rischia di far fallire i piani di Fini (e di tutta l’opposizione). Tra i futuristi infatti ci sarebbero 8 Deputati decisi a NON votare la sfiducia a Berlusconi e questa operazione di rinvio rischia di far lievitare ancora questo numero.

Ma allora dove stiamo andando? Di sicuro non sarà un bel vedere un Governo che tira avanti grazie alle astensioni tattiche di FLI e a qualche assenza qua e la tra l’opposizione..

Cosa deciderà Berlusconi?

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Se Berlusconi perde la Carfagna..

Mara Carfagna, 35 anni. Ballerina, Miss Cinema 1997, sesta classificata a Miss Italia 1997, Laureata in Giurisprudenza con 110 e Lode nel 2001, show-girl fino al 2006 poi Deputata di Forza Italia (elezioni 2006) e PDL (2008). Ricopre l’incarico di Ministro per le Pari Opportunità dal maggio dello stesso anno.

In molti la ritengono “frutto politico” di Silvio Berlusconi. Senza dubbio deve ringraziare il Cavaliere per averle offerto un posto che però non ha mai dimostrato di non meritare. Anzi: se guardiamo una foto ricordo dei Ministri scattata l’8 Maggio 2008 possiamo notare che uno (Scajola) è stato costretto a dimettersi per una (presunta) irregolarità riguardo una casa di Roma, un altro (Zaia) ha lasciato per prendere la guida del Veneto, uno (Bondi) sta per subire una mozione di sfiducia relativamente al crollo di Pompei, un altro ancora (Bracnher) non è durato che un paio di giorni e per finire Ronchi se n’è andato con Fini. Questo breve elenco di politici “politicanti” serve per chiarire una volta per tutti che non è detto che in questo campo l’esperienza sia una assoluta assicurazione. Capita invece che a volte la troppa abitudine a vivere vicende squisitamente politiche porti a decisioni e/o comportamenti che, visti dalla gente comune, suonano come l’ennesima dimostrazione dell’opportunismo in cui si distinguerebbero, secondo appunto visioni del “popolo”, gli appartenenti alla Casta.

Ammetto di non poter giudicare l’azione della bella Carfagna in qualità di Ministro, ma solo perché sono io a non avere le basi per formulare un giudizio. Pare però che il suo lavoro non sia stato affatto disprezzato. O per lo meno ha passato gli ultimi due anni a lavorare invece che comparire un giorno sì e l’altro pure in tutte le trasmissioni per chiedere più soldi o per accumulare visibilità. Non dimentichiamo inoltre il record di preferenze ottenute nelle recenti elezioni (in Campania).

Quello che voglio dire è che forse, zitta zitta, Mara è una delle poche che può davvero definirsi un “politico” nella concezione originale del termine: prende voti, ottiene incarichi, lavora per portarli a termine e cerca di ritagliarsi un posto sempre migliore nel partito in cui milita.

Come avrete letto, Mara ha annunciato che dopo aver votato la fiducia a Berlusconi il 14 Dicembre rimetterà il suo mandato da Ministro e darà le sue dimissioni da Deputata. Dice di non riconoscersi più nel suo partito, dice di vivere perennemente in contrasto con la dirigenza pidiellina nella “sua” Campania e sostiene di sentirsi “inuntile” in quanto le sue considerazioni non vengono ascoltate dalla dirigenza. A questo bisogna aggiungere tutte le “malelingue” che da sempre ricoprono di insulti e sospetti la bella Deputata e, recentissimamente, i forti contrasti con la Mussolini e chi come lei la accusa di intrattenere rapporti politici con Bocchino e con i finiani.

Partiamo con il dire che non sta scritto da nessuna parte che due politici appartenenti a schieramenti diversi non possano parlare, discutere di politica o di quello che gli pare. Questa è la concezione di politica che regna in Italia, dove l’altro è per forza di cose il nemico appestato da combattere ad ogni costo. Io, l’ho già detto, sono convinto che in politica la fedeltà (concetto diverso dalla riconoscenza) non esista. Capire di dover cambiare strada è legittimo se lo si fa con coerenza. Ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso: se davvero la Carfagna dovesse decidere di abbandonare ogni suo ruolo politico (ma anche se dovesse decidere di passare con Fini) questo non sarebbe che la conferma di quello che ho scritto poco sopra. Solo un “politico” vero rinuncia di colpo al ruolo di Ministro e di Parlamentare per questioni ideologiche. Molti, seppur ignorati dalla dirigenza del loro stesso partito, non ci penserebbero minimamente a chiudere gli occhi e fare finta di nulla. Se non altro per il lauto stipendio mensile e tutto ciò che vi ruota intorno.

Comprendo che forse il senso questo mio post non sia ancora chiaro, tento allora di arrivare al sodo: Berlusconi sta navigando verso il voto del 14 dicembre cercando in ogni modo di recuperare qualche “indeciso” (soprattutto alla Camera). Questo è legittimo. Quello che forse non stiamo considerando è che se il Governo dovesse sopravvivere avremmo un aumento generale di percezione di quello che possiamo definire un “grande mercato”, mentre la Politica, con la P maiuscola, sarebbe sempre più latitante.

Ecco perché per principio sono più favorevole alle urne: andare avanti con un Governo sostenuto da una maggioranza “d’interesse” è ben altra cosa che dare al Paese una immagine di bella politica.

Per questo motivo, se le intenzioni di Mara Carfagna sono oneste e se le sue lamentele rimarranno inascoltate (e ovviamente se davvero lascerà baracche e burattini), voglio schierarmi fin da ora dalla sua parte.

Se Berlusconi perde la Carfagna sarà solo ed esclusivamente peggio per lui: da lui veniva l’idea che la politica deve essere mestiere per tutte le donne e gli uomini onesti e volenterosi. Il suo quarto Governo rischia invece di continuare a vivere sostenuto quasi esclusivamente dai “professionisti”, vecchi volponi che sono nel giro da più di cinque lustri e che non hanno alcuna intenzione di abbandonarlo.

PS: ringrazio il blog di Mara Carfagna per l’immagine che ho utilizzato in apertura.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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Politica

Crisi di Governo (e di buonsenso)

In questi giorni, dipinti da molti come le “idi di Marzo” dell’avventura politica di Berlusconi, se ne sentono di tutti i colori. Probabilmente (si spera) la colpa è dovuta alla particolarità della situazione. Tutti i “giocatori” sono in qualche modo coinvolti e può darsi che l’emozione e l’incertezza su ciò che sta per accadere faccia loro dire cose che non stanno né in cielo né in terra.

La prima è una considerazione generale: oggi, come promesso, la compagine di FLI ha rassegnato le dimizzioni dal Governo. Tutti titolano che la Crisi è iniziata, evidenziando la convocazione per domani al Quirinale di Fini e Schifani (presidenti di Camera e Senato). In realtà sappiamo che Berlusconi è fortemente intenzionato a portare (legittimamente) la crisi in Parlamento quindi, finché non sentiremo il Cav gridare “Che fai, mi voti contro?” (e finché non vedremo i voti contrari di FLI) questa crisi non può affatto dirsi aperta.

In secondo luogo commentiamo la comica affermazione di Berlusconi in cui si dice intenzionato, in caso di fiducia dal Senato e sfiducia alla Camera, a chiedere lo scioglimento solo di questa ultima. Seppur si tratta di una ipotesi effettivamente percorribile secondo la tanto amata Costituzione, l’idea è tutt’altro che geniale. Ma ve lo immaginate il nostro Paese alle prese con una doppia elezione separata di Camera e Senato? Già il sistema è macchinoso di suo, se poi invece che migliorarlo andiamo in questa direzione.. per non parlare poi dei costi! No. E’ una strada decisamente improponibile. Il Cavaliere questo lo sa e farebbe meglio a concentrarsi sulle cose serie piuttosto che continuare a rilasciare dichiarazioni di questo tipo.

Terza osservazione per tutti i “futuristi” che ora sembra siano stati infettati di colpo dalla “Berlusconite”: cambiare idea è legittimo. Abbandonare un progetto perché non ci si sente più partecipi è assolutamente concesso se non addirittura una dimostrazione di coerenza (ma solo se in precedenza si è lottato per cambiare questo sistema dall’interno). Ma da qui ad affermare ai quattro venti di essere pronti a tutto pur di cacciare per sempre Berlusconi da Palazzo Chigi la strada è lunga! Vi siete accorti di colpo che Berlusconi è in realtà la reincarnazione di Satana? Benissimo, ma almeno non fate finta di aver vissuto nella reggia del Padrone negli ultimi sedici anni! Fini in realtà ha più volte cercato di porre rimedio a questa incoerenza non mancando di ringraziare il Cavaliere per alcune scelte fatte nel passato, ma se stiamo a sentire alcuni dei suoi “fedelissimi” sembra quasi che FLI non sia altro che una corrente dell’Italia dei Valori! Questo, scusate, ma non è tollerabile! E poi, almeno, mettetevi d’accordo: capisco che mettendo insieme FLI, UDC, API, PD e SL Berlusconi e la Lega li battete di sicuro, ma non mi sembra giusto nei confronti dei vostri (potenziali) elettori continuare in mezzo a tanta confusione. Ci fate capire quello che volete fare? Chiederete un Governo tecnico? Oppure le elezioni? E in tal caso correrete da soli o stipulerete un patto con l’UDC e l’API? Oppure siete seriamente tentati dal “Carrozzone – Unione 2.0”? So che forse non è il caso di parlare di queste cose prima delle dimissioni di Berlusconi ma per carità, fate un po’ di chiarezza perché dalla Terra si fa davvero fatica a capirci qualcosa!

Ultima osservazione rivolta a Bersani e a tutto il PD: prima la scena gli viene rubata (letteralmente) da Di Pietro. Poi ecco spuntare Fini. Ma volete comportarvi come se foste davvero il maggior partito di opposizione? Segnali come l’esito delle primarie di Milano (svoltesi ieri, vittoria del candidato ex PRC e sostenuto da Vendola su quello sostenuto dal PD) dovrebbero far riflettere! Dovete aspettare che sia Di Pietro a chiedervi di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Governo? Se per voi è una strada percorribile dovevate avere per primi il coraggio delle vostre azioni!

Mi fermo qui, solo perché il resto bisognerà valutarlo in seguito a quello che accadrà in Parlamento.

PS: sembra che le cose stiano effettivamente andando avanti più o meno così.

[Omnia / Luca Zaccaro]

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